Zuckerberg: “Stop alla fabbrica dei troll russa”

Facebook cerca la riscossa dopo lo scandalo Cambridge Analytica. Cancellati oltre 270 profili e pagine legati alla Internet Research Agency (Ira), la società di San Pietroburgo dietro numerose campagne propagandistiche che avrebbero tentato di influenzare le elezioni in Usa e altre nazioni occidentali. 

La cosiddetta fabbrica dei troll è accusata di aver cercato di influenzare, in modo favorevole a Mosca, le elezioni negli Stati Uniti e in altri paesi occidentali. Ad annunciarlo, a mercati chiusi, è lo stesso Mark Zuckerberg sul suo profilo. A essere colpiti, nello specifico, sono stati account rivolti ai Paesi russofoni (non solo la Russia, quindi, ma anche ex Paesi Urss come l’Ucraina e l’Azerbaigian), nei quali - spiega il numero uno di Menlo Park - un milione di persone avrebbe seguito almeno una pagina Facebook riconducibile all’Ira, mentre mezzo milione di persone avrebbe seguito almeno un canale Instagram gestito dall’opaca società.

Le pagine, sottolinea Zuckerberg, non sono state colpite in virtù dei loro contenuti politici, ma perché risultavano gestite dall’Ira. Nei prossimi giorni verrà reso disponibile uno strumento che consentirà di capire se si seguiva o se si aveva messo “mi piace” su una di esse.