Domani è il “Facebook day”

Il redde rationem può arrivare per tutti. Anche per Mark Zuckerberg. E infatti domani davanti al Congresso Usa si apre il “Facebook day”. E se ne vedranno delle belle. Anzi delle brutte. Da Cambridge Analytica in su.

Contemporaneamente – magari in sedicesimo – anche l’Italia apre un caso mediante istruttoria dell’Agcom per utilizzo scorretto dei dati, e soprattutto delle “spunte” settate automaticamente al consenso di trasmissione di ogni cosa raccolta per conto terzi, pena il non utilizzo della stessa piattaforma.

Sarà interessante anche sapere cosa dirà Zuckerberg dei quasi 4mila moderatori locati nei Paesi arabi che settano l’algoritmo della repressione su nudi e islamofobia ma che nulla dicono su incitamento all’odio e antisemitismo.

L’impressione è che comunque Donald Trump voglia mettere un punto fermo sull’utilizzo furbetto dei social network anche a fini politici. E i tanti clienti e fruitori di dati in tutto il mondo sono avvertiti: la democrazia diretta dell’algoritmo tanto cara alla “Casaleggio Associati” non la vuole nessuno. E soprattutto nessuno si fida più di questa gente. Specie dopo storie come quella di ieri sull’utilizzo improprio da parte di YouTube, cioè Google, dei dati dei bambini. Per la serie: c’è un limite a tutto. E intanto la punizione sotto forma di web tax planetaria è sempre più vicina.