Gli scandali non "toccano" Facebook

Niente da fare. Facebook non perde utenti neppure dopo il “caso Cambridge Analytica” che ha coinvolto il colosso dei social fondato da Mark Zuckerberg e trovato ampio risalto (forse perfino troppo) sui media di tutto il pianeta. Secondo uno studio di Goldman Sachs, relativo a dati raccolti lo scorso aprile, proprio nel bel mezzo dello scandalo, e pubblicato dalla testata statunitense “Business Insider”, gli utenti unici americani del social network sono addirittura cresciuti del 7 per cento rispetto all'anno precedente. Ed è anche salito il tempo medio speso dagli utenti sulla piattaforma.

Inoltre, secondo rilevazioni di Deutsche Bank, l'eliminazione di 583 milioni di profili “fake” - di cui la piattaforma ha reso conto nei giorni scorsi - sembra non abbia impattato neppure sull'audience utile alla raccolta della pubblicità. Sembra, insomma, che il movimento denominato #deleteFacebook non abbia raggiunto i suoi scopi. Già lo scorso mese un sondaggio commissionato da Reuters a Ipsos aveva dimostrato che lo scandalo non aveva influito più di tanto sugli stratoferici numeri mossi dal social network. Con oltre la metà degli utenti americani di Facebook che aveva affermato di non avere intenzione di cambiare le proprie abitudini sui social.

Ieri, intanto, Mark Zuckerberg è stato ascoltato dal Parlamento europeo, proprio per rispondere a domande sulla vicenda Cambridge Analytica. Come nel caso dell'audizione al Congresso Usa, Zuckerberg si è scusato nuovamente per quanto accaduto, promettendo che non si ripeteranno “mai più casi del genere in futuro”. Una frase di circostanza ormai ascoltata troppe volte negli ultimi anni.