Fraternité, ma de che

Nel gioco chiamato Les migrants se vai a vedere le carte (francesi) quasi sempre si nasconde un bluff e così l’Eliseo non può fare altro che gettare la maschera e la tanto sbandierata solidarietà va a ramengo. La collaborazione che Emmanuel Macron non più tardi di 10 giorni fa aveva assicurato a Giorgia Meloni e al nuovo Governo appena insediato diventa lettera morta. La grandeur ci fa un favore, ma solo “in via eccezionale”. Il caso arcinoto è quello della nave Ocean Viking, gestita dalla Ong Sos Méditerranée con 234 persone a bordo che oggi è arrivata al porto transalpino di Tolone dopo lo stop-and-go non senza polemiche di Catania.

Il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, con una giravolta improvvisa, chiama a raccolta gli altri Stati dell’Unione europea affinché facciano fronte comune contro l’Italia: “È evidente che con effetto immediato la Francia sospende l’insieme dei ricollocamenti di 3.500 rifugiati a beneficio dell’Italia e chiede a tutti gli altri partecipanti al Meccanismo europeo, in particolare alla Germania, di fare lo stesso”.

Un rospo maldigerito dai francesi che addirittura hanno parlato di “Italia disumana”, con tutto il caravanserraglio di polemiche al seguito. La storia dell’un terzo a me e un terzo a te tra un francese, un tedesco e un italiano è sembrata subito una barzelletta, peraltro vecchia.

A conti fatti la Francia ha incassato il sostegno di nove Paesi europei (Croazia, Romania, Bulgaria, Lituania, Malta, Portogallo, Lussemburgo, Irlanda e Germania) che hanno già acconsentito di prendere due terzi dei migranti a bordo della Ocean Viking. Ottanta solo Berlino.

Ma l’Eliseo comunica (e minaccia) il “rafforzamento dei controlli alla frontiera con l’Italia”, dove invierà 500 agenti. A Ventimiglia per la precisione, dove già adesso la Francia respinge in media ottanta migranti al giorno.

Ora, va bene tutto, le rotte africane per l’Italia sono le più brevi, siamo al centro del Mediterraneo e, cosa vuoi, è più facile attraccare da noialtri, però a tutto c’è un limite.

Ripartizione, meccanismo di solidarietà, ricollocazione, tutte belle parole ma i numeri sono implacabili: 90mila migranti nel Belpaese solo quest’anno (che ancora deve finire).

Poi arriva il genio, l’Ue: “Quello che stiamo osservando nel Mediterraneo – ha detto un portavoce – ci fa vedere che abbiamo bisogno di cooperazione fra Stati europei e serve avanzare sul patto sulla migrazione: la Commissione è qui per aiutare, non vogliamo addossare la colpa a uno Stato o all’altro”.

Ma va?