Il Made in Italy sogna la California

La rete consolare italiana negli Stati Uniti tocca le principali città americane, e rappresenta il punto di riferimento per i tantissimi connazionali residenti in America. Nel nostro viaggio alla scoperta dei rapporti tra i due paesi, oggi ospitiamo il Console italiano a Los Angeles, Giuseppe Perrone, che ringraziamo per la sua disponibilità.

Come descriverebbe la parte di America sulla quale ha competenza il Consolato da lei guidato? Ricordiamo che si tratta di un’area molto vasta, che copre la California del Sud, il Nevada, l’Arizona ed il New Mexico.
È un’area dalle grandi potenzialità per l’Italia, soprattutto sotto il profilo degli investimenti, della penetrazione commerciale, della collaborazione culturale. Il Made in Italy ha qui una corsia privilegiata. C’è una sorta di apprezzamento automatico per tutto quello che proviene dall’Italia. Ma si tratta anche di aree con una propria struttura socio-economica, una identità culturale forte, ma fondata sull’apporto di diverse culture e di diversi gruppi etnici e sociali. In questo senso l’esperienza del sud-ovest degli Stati Uniti è importante ed offre spunti di riflessione sicuramente utili anche per noi. La leadership di quest’area nel settore delle energie rinnovabili, delle nuove tecnologie e dello spettacolo offre opportunità di collaborazione fondamentali che è interesse dell’Italia cogliere nella loro pienezza.

La rete diplomatica e consolare sta ammodernando le proprie caratteristiche, mediante le opportunità fornite dalle nuove tecnologie. Lei pensa che ci sia spazio per una maggiore interazione via web tra Italia e cittadini americani, sia di origine italiana che non, interessati al nostro paese? Una piattaforma online di condivisione di contenuti permetterebbe una ulteriore capacità di scambio e di informazione per istituzioni, cittadini, aziende, associazioni.
Ormai gran parte della nostra attività si svolge attraverso il web. Sempre più comunichiamo con i nostri utenti e con i nostri interlocutori attraverso l’offerta di contenuti online, sia testuali che video. I Consolati stanno attraversando una fase importante di trasformazione: da unità amministrative a centri di rappresentanza territoriale aventi l’obiettivo di avanzare gli interessi economici, sociali, culturali del paese di provenienza. E la rete facilita e rende più efficace questo inevitabile, ma benefico processo.

Come mai a suo avviso la lingua italiana ricopre ancora una così grande importanza nella comunità italoamericana? Insegnarla e diffonderla può costituire un veicolo di miglioramento commerciale, oltre che culturale?
Tutte le indagini svolte in questo campo dimostrano come l’italiano negli Stati Uniti sia la lingua straniera più apprezzata e ambita dagli studenti, quando si offre loro la possibilità di sceglierla. Il ministero degli Esteri, l’Ambasciata a Washington e la rete consolare negli Usa sono impegnati a diffondere l’insegnamento della lingua e della cultura italiana attraverso una strategia articolata che include iniziative sia a livello nazionale che locale. Nella parte degli Stati Uniti di competenza del Consolato Generale a Los Angeles sta emergendo una particolare opportunità nell’insegnamento dell’italiano diretto alla crescente popolazione studentesca ispanofona, attraverso l’uso di un sistema innovativo di “inter-comprensione” che sfrutta la similitudine esistente con la lingua spagnola. È questo un ambito sul quale siamo profondamente impegnati a compiere progressi anche nel breve termine.

Vi state già preparando per il 2013, l’anno della cultura italiana negli Stati Uniti?
L’obiettivo del 2013 è quello di conferire massima visibilità alla straordinaria produzione del nostro paese, offrendo agli spettatori il piacere di “meravigliarsi” di fronte ad espressioni artistiche e culturali uniche. In quest’ottica stiamo lavorando a fondo con le istituzioni cittadine e con il sindaco di Los Angeles per fare in modo che le celebrazioni che si svolgeranno in questa città rivestano particolare rilievo, proprio per i legami che questa straordinaria città ha con il nostro paese e per la sua storia di continuo contatto e cooperazione con l’Italia, risalente all’arrivo di una impegnata e sofisticata comunità di italiani all’inizio del ‘900 e sviluppatisi poi con l’apporto di architetti, artisti, registi ed imprenditori di altissimo livello diventati ormai parte del patrimonio storico di questa città.

Come si caratterizzano gli italiani e gli italoamericani che vivono nel territorio di Sua competenza? Quanti sono? Ricadono nel classico stereotipo, che a nostro avviso penalizza la comunità italoamericana, oppure no?
La comunità italiana a Los Angeles, come ho accennato, si caratterizza per il suo alto profilo professionale ed intellettuale, per la sua perfetta integrazione nel tessuto cittadino e per la sua capacità di mantenere rapporti fecondi con il Paese d’origine. Gli italo-americani sono sempre i primi ad interessarsi alle vicende del nostro Paese e a sostenerci nelle nostre iniziative di promozione. Rappresentano una grande risorsa che è interesse dell’Italia valorizzare al massimo.

Pensa che il nostro paese potrebbe meglio ottimizzare la ricchezza rappresentata dagli italiani negli Stati Uniti? E se si, come?
È un’attività che perseguiamo quotidianamente. La storia della presenza italiana in America è particolarmente ricca e interessante. Gli italiani d’America possono aiutarci a capire meglio il nostro Paese grazie all’obiettività che matura con la distanza. Possono anche insegnarci ad apprezzare di più l’Italia e tutto quello che a volte si da per scontato, ma che invece, visto dall’estero, rappresenta una risorsa unica e preziosa.