Giunge alla 61esima edizione il Festival dei Due Mondi di Spoleto, che si svolgerà dal 29 giugno al 15 luglio e che, dal 1958, è terreno fertile per la cultura e lo spettacolo che si presentano nelle loro forme espressive più innovative, eccellenti, e dove le realtà emergenti s’incontrano con i professionisti di vari settori, noti al pubblico e agli appassionati di opera, teatro, musica e danza.

Il direttore artistico Giorgio Ferrara, da undici anni a capo della prestigiosa rassegna, ha dichiarato: “Il Festival dei Due Mondi di Spoleto ha varcato la soglia dei 60 anni e oggi vive una fase di nuovo splendore, confermata da risultati qualitativi e numeri di grande soddisfazione. Una sfida vinta, che ci fa guardare al triennio che sta per avere inizio con sempre maggior fiducia e ci spinge a proseguire il nostro percorso nelle Arti con la consapevolezza di chi crede nel coraggio e nell’efficacia della cultura.”

Per quest’anno sarà la nuova produzione di Silvia Colasanti, il Minotauro, ad inaugurare la manifestazione: l’opera lirica, suddivisa in 10 quadri, è una ballata di Friedrich Dürrenmatt incentrata sull’essere mitologico alle prese con i riflessi del suo lato umano, in un gioco di specchi e di inganni, ideato da Giorgio Ferrara, scenografo e regista della rappresentazione. La compositrice romana proprio lo scorso anno a Spoleto ha ottenuto un buon riscontro dal pubblico e dalla critica con il suo elegante spettacolo Requiem, con il quale ha voluto trasmettere musicalmente il senso della rinascita, attraverso gli echi della preghiera, di una terra colpita dal terremoto.

Il 7 luglio salirà sul palco del Festival, in Piazza Duomo, uno tra i più grandi esponenti della musica d’autore: Francesco De Gregori si esibirà accompagnato da Guido Guglielminetti al contrabasso, Alessandro Valle alla pedal steel guitar, Carlo Gaudiello al pianoforte e Paolo Giovenchi alla chitarra. Il live sarà un’occasione per ripercorrere i grandi successi del cantautore e per dar spazio a canzoni che negli anni l’artista ha raramente presentato al pubblico. “Mi fa piacere quando il pubblico riconosce un pezzo dalle prime note – ha affermato De Gregori – ma mi piace anche quel silenzio un po’ stupito che accoglie le canzoni meno conosciute. La bellezza del live è anche questa, la scaletta non deve essere scontata, bisogna mischiare le carte”.

Sarà il premio Oscar Marion Cotillard, in occasione dell’evento finale della rassegna, la protagonista di Jeanne d’Arc au bûcher - Giovanna d’Arco al rogo, la cui regia è di Benoît Jacquot. L’oratorio drammatico, scritto nel 1938 dal compositore svizzero Arthur Honegger, è diretto da Jérémie Rhorer, mentre il testo poetico è firmato da Paul Claudel. L’attrice francese – per la prima volta al Festival di Spoleto e che per l’occasione sarà accompagnata dal Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e dal Coro delle Voci Bianche – interpreterà il ruolo dell’eroina Giovanna d’Arco in balìa ad un vortice di pensieri che prendono vita a pochi istanti prima dalla sua morte.

Per quanto riguarda gli appuntamenti previsti per il mattino, i Concerti di mezzogiorno saranno curati da giovani musicisti di talento selezionati dai più rinomati conservatori italiani e vincitori del Premio Nazionale delle Arti. I quattordici Concerti della Sera invece saranno coordinati dal Conservatorio “Francesco Morlacchi” di Perugia: una festa in musica, allestita e presentata della gioventù che con entusiasmo si avvia alla professione di musicista. Per quel che riguarda la danza, ci saranno Lucinda Childs, la compagnia di Jean-Claude Gallotta in “May ladies”, l’Hamburg Ballet di John Neumeier con “Old Friends” e infine “They” di Marianna Kavallieratos, ideato a Parigi nei laboratori d’arte di Robert Wilson.

Tra i vari eventi in programma, ci sono poi gli appuntamenti con i nomi di spicco del mondo dello spettacolo italiano ed internazionale: Adriana Asti, Corrado Augias, Alessandro Baricco, Franco Branciaroli, Lucia Calamaro, Victoria Chaplin Thierrée e Aurélia Thierrée, Rezo Gabriadze, Emilio Gentile, Marco Tullio Giordana, Manuela Kustermann, Paolo Mieli, Silvio Orlando, Ugo Pagliai, Massimo Popolizio, Letizia Renzini, Daniele Salvo.

Grande attesa per il ritorno di Romeo Castellucci e il suo spettacolo “Giudizio, possibilità, essere”, con Silvia Costa, Laura Dondoli, Irene Petris e Alice Torriani e dieci figuranti da nominare.

È con queste parole che il regista, fondatore della Socìetas Raffaello Sanzio, ha illustrato il suo progetto: “Cerco una palestra. Una grande camera presa a prestito per fare delle prove. Un posto trovato, senza riscaldamento, cui si accede attraverso la puzza degli spogliatoi; un posto ‘sbagliato’ per il teatro. E invece no. Una palestra, ora, come luogo esatto, come compimento dell’eresia e della bellezza inattuale di Hölderlin. La poesia di Hölderlin sarà proferita in una palestra in forma clandestina, fuori dai cablaggi ortodossi del teatro istituzionale. È esercizio, disciplina, lavoro sul presente.

Sarà inoltre in scena la nuova versione di The Beggar’s Opera di John Gay e Johann Christoph Pepusch, con la regia di Robert Carsen e le musiche di William Christie.

Non manca poi la consueta presenza degli allievi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” e delle più prestigiose scuole di teatro d’Europa, grazie al progetto “European Young Theatre”.

Tanti sono i partner che hanno abbracciato la realtà artistica del Festival, che vede dunque il supporto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Umbria e del Comune di Spoleto. Sostengono inoltre la rassegna la Fondazione Carla Fendi, la Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto, la Banca Popolare di Spoleto del Gruppo Banco Desio, Intesa SanPaolo, Monini, Fabiana Filippi, il nuovo sponsor Enel e molti altri. Tra i media partner ci sono Rai Cultura, RaiNews24, RaiRadio 3 e Ray Play, la Repubblica, Il Messaggero e il Corriere della Sera.

Il ricco calendario della manifestazione, che ha il sostegno di grandi enti e aziende, di ospiti e di pubblico, si dirige ancora una volta verso la strada di successo – considerando che lo scorso anno il Festival ha registrato circa 90.000 presenze -, e si pone nell’ottica di salvaguardare le espressioni artistiche, puntando alle sperimentazioni e alle novità performative.