Addio all’eterno sex symbol Burt Reynolds

Addio a Burt Reynolds. L’attore è scomparso a 82 anni stroncato da un infarto. Come confermato dal suo portavoce Jeffrey Lane, la morte è avvenuta in un ospedale della Florida. L’attore soffriva da anni di problemi di cuore. Prima di dedicarsi alla recitazione, Reynolds ha un passato da giocatore di football. Ma è costretto ad abbandonare la sua passione sportiva in seguito a delle lesioni. Il debutto nel mondo dello spettacolo avviene nella tivù degli Cinquanta. Ma è alla fine dei Sessanta che trova il cinema, grazie allo spaghetti western “Navajo Joe” di Sergio Corbucci. Il successo è del 1972, con “Un tranquillo weekend di paura” di John Boorman. Interpreta un personaggio di nome Lewis Medlock. Da quel momento entra a far parte della categoria dei “sex symbol”. Nello stesso anno posa nudo per la rivista “Cosmopolitan”. Successivamente si pente di quella decisione.

Secondo la Cnn, quell’aura da “bello e impossibile” gli impedisce di vincere l’Oscar per il film di Boorman. La candidatura all’Oscar come miglior attore non protagonista arriva nel 1997, con “Boogie Nights - L’altra Hollywood” di Paul Thomas Anderson. Secondo la versione della tivù, Reynolds, negli anni, rifiuta una serie di ruoli memorabili. Alcuni esempi? James Bond oppure Rocky nel 1977. Addirittura, il personaggio di Ian Solo in “Stars War”. Pare che, nel 1968, Reynolds sia stato preso in considerazione da Roman Polanski per interpretare l’horror di culto “Rosemary’s Baby”. Non solo. Nel 1983 pare abbia rifiutato anche il ruolo del protagonista di “Voglia di tenerezza”, poi andato a Jack Nicholson.