LOrdine di DeMolay è un’organizzazione di carattere iniziatico internazionale per ragazzi tra gli 12 e i 21 anni, ispirata ai principi della cavalleria templare. Sebbene l’organizzazione non discenda direttamente dai Cavalieri templari, il nome di Jacques de Molay, il 23° e ultimo dei Gran Maestri dell’Ordine del Tempio, è stata una scelta simbolica di notevole impatto, in onore e memoria, delle gesta eroiche, di colui che decise di sacrificare la sua vita, anziché tradire i propri compagni.

A sviluppare l’idea di un’associazione per ragazzi fu lo statunitense Frank S. Land, appartenente al DeMolay Council of Kadosh di Kansas City, nel primo dopoguerra, con l’intento di costituire una famiglia, non biologica, ma fondata sulla condivisione di ideali, per tutti quei giovanissimi, futuri uomini, rimasti orfani di guerra, impartendo loro principi etici e morali.

Il DeMolay nasce, quindi, per affrontare una situazione di vita reale che il pensatore americano, Frank Sherman Land, si trovò a dovere risolvere nel 1919, al termine della Prima guerra mondiale.

Alla fine del conflitto, il desiderio degli uomini di buona volontà era quello di risanare le proprie vite e creare una pace duratura dove anche gli adolescenti potessero crescere per dare il proprio contributo per una civiltà migliore.

Purtroppo, per alcuni ragazzi, questo non era materialmente possibile. Come migliaia di altri giovani sfortunati, a causa la guerra, Louis Lower, era rimasto orfano; il padre era morto nel conflitto, il giovane doveva confrontarsi con la dura realtà di un mondo carente di sostegno

Il Fondatore cercò di essere per lui il padre che non poteva più avere, di mostrargli i sentieri della vita, facendo in modo che Louis potesse essere in grado di camminare con le proprie gambe, divenendo, giorno dopo giorno, autonomo.

L’esperimento, iniziato con questo orfano, si rivelò di tale successo che ben presto iniziarono ad accorrere altri giovani, che vedevano in siffatta via la possibilità di crescere moralmente e spiritualmente, nel rispetto della tradizione, con uno sguardo al futuro: era un qualcosa di diverso, mai concepito prima.

Nell’arco dei cento anni dalla fondazione tantissimi sono i giovani accorsi al suo interno, formati all’insegna dei suoi sette principi: amore filiale; rispetto per tutti gli esseri viventi; cortesia; spirito di gruppo; lealtà; rettitudine e patriottismo.

Sono svariati i personaggi noti che hanno compiuto i primi passi sotto le insegne del DeMolay. Tra questi, solo per citarne alcuni, ricordo il disegnatore e regista Walt Disney, l’attore John Wayne, gli Astronauti Frank Borman e Vance D. Brand, il vincitore di un premio Nobel per la letteratura John Steinbach, l’ex presidente Americano Bill Clinton. Ancora di più sono le persone profonde e di valore che, pur non essendo famose, vi hanno militato. Attualmente il DeMolay è diffuso in tutto il mondo e segue un percorso associativo simile a quello del Rotary e del Lions Club International. Possono accedere a tale Ordine giovani di qualsiasi ceto sociale, con l’unica caratteristica di voler conseguire un miglioramento personale., nel rispetto delle leggi dello Stato e dei sette principi sopra elencati. L’Italia ha il privilegio di avere un Ufficiale Esecutivo (la persona che dirige l’Ordine in un dato Paese) che rappresenta anche l’Europa in seno al Consiglio internazionale del DeMolay che si trova negli Stati Uniti, a Kansas City.

L’Ufficiale esecutivo per l’Italia è Luciano Critelli, in merito alle funzioni e agli scopi, il medesimo definisce l’avventura intrapresa da oltre venti anni proficua per rendere il DeMolay disponibile per i giovani uomini di nuove nazioni, lasciando però alle nazioni stesse il compito di creare quelli che sono i cosi detti Capitoli.

Un giovane “adepto” apprende nel DeMolay come divenire adulto, prima ancora di esserlo. Gli viene chiesto di essere una persona equa, tollerante, profondamente umana, ossequiosa delle tradizioni. Mentre gli adulti osservano, camminando a fianco degli iscritti senza arrogarsi mai il ruolo di giudici: i ragazzi arrivano, così, a sviluppare idee sane e costruttive, apprendendo dai propri errori. La speranza e l’amore per il futuro forgia le menti di questi giovani che contribuiranno a costruire il mondo che verrà.