Bortolo Belotti (1877-1944), bergamasco, grande avvocato e raffinato intellettuale, ministro dell’Industria nel primo Governo Bonomi e fermo oppositore del regime fascista, fu uno dei più importanti esponenti politici liberali della prima metà del Novecento.

Alla Camera dei deputati, ormai cento anni fa, il 22 giugno 1921, Bortolo Belotti pronunciò un memorabile discorso, Ritornare in noi stessi, che oggi rivede la luce grazie alle “Edizioni il papavero”, piccola casa editrice avellinese che, con questo primo volume, inaugura “Orme della libertà”, nuova collana, creata e diretta da Pier Ernesto Irmici, dedicata ai personaggi che, in diverso modo, si sono spesi per la difesa ed il consolidamento della libertà. E quanto Belotti si spese per la libertà, fino al suo ultimo respiro, e quanto ancora oggi sia attuale il suo pensiero, lo spiega in modo ben documentato Gregorio Fontana, deputato bergamasco di Forza Italia e Questore della Camera dei deputati, che ha scritto l’introduzione al volume.

Il discorso di Bortolo Belotti è una lucida analisi su quanto stava avvenendo negli anni immediatamente successivi alla Grande guerra e dava concrete indicazioni politiche per realizzare una ripresa economica e per rinsaldare la democrazia italiana.

“Rileggere oggi questo discorso – scrive nell’introduzione Fontana – aiuta ad esaminare più a fondo gli anni convulsi del primo dopoguerra, ma anche a riflettere sulla nostra situazione presente e ci dà anche l’occasione di conoscere un personaggio che, per il suo alto profilo umano, politico e culturale, è stato un autentico patriota e un grande italiano”.

Insomma, evidenzia Fontana, “Bortolo Belotti è ancora attualissimo per la sua concezione moderna e liberale dello Stato, che doveva primariamente assicurare la libertà dei cittadini, evitando di essere ‘imprenditore’ e di opprimere i cittadini con eccessive tasse e perversi ingranaggi burocratici”.

Ritornare in noi stessi (pp. 100, euro 14) è proposto in un volume ben corredato da belle fotografie d’epoca, e, per meglio inquadrare il discorso di Bortolo Belotti, con un’appendice che raccoglie i discorsi del Re Vittorio Emanuele III e del presidente della Camera Enrico De Nicola, pronunciati in quella stessa sessione parlamentare.