Francesco Bozzi e la “Filosofia del suca”

Il nuovo libro di Francesco Bozzi, autore dei testi di Rosario Fiorello, da anni gira intorno al concetto con l’800A. Adesso è pronto e ha sviluppato la “Filosofia del suca”.

Questa storia che ci sono cose che le signore non possono dire deve finire, così come l’abbigliarsi. E forse con la “Filosofia del suca” di Francesco Bozzi ci siamo. Una volta definita vera e propria filosofia da Giordano Bruno Guerri e da Pietrangelo Buttafuoco, che non poterono usare parole più magistrali per definirla tale, smarcando il concetto da un mero fatto fisico, come spettacolarmente raccontato nel suo libro innanzitutto dall’autore del libro Francesco Bozzi, per gli amici Ciccio, autore da un ventennio dei testi di Fiorello, che da anni ci ha abituato facendo dell800A uno stile di vita, coprendo così la parola “suca” che adesso si è denudata, mostrandosi in tutta la sua spontaneità, chiarezza e trasparenza.

Al prezioso coro si è unito lo scrittore palermitano Davide Camarrone, definendo Bozzi il De Crescenzo contemporaneo e la sua filosofia “spalmabile” e che “un suca al momento giusto può essere risolutivo”. Mai parole possono sembrare più comprensibili a un altro palermitano, ma pure a un siculo della sponda fronte africana e dato che i siciliani sono generosi per cultura, tutto il Paese dovrebbe comprendere quanto ci senta più leggeri dopo un “suca” ben assestato. Ma data tale nobiltà d’animo, bisognerebbe estendere innanzitutto l’opportunità di far fruire della folgorante filosofia, così liberatoria e rigenerante, anche alle signore e signorine, senza essere assillate da assurde antiquate convenzioni che le porrebbero in una condizione di vistoso e umiliante imbarazzo.

Tale discriminazione dovrebbe de facto essere immediatamente annullata facendo godere le stesse del suddetto privilegio, di utilizzare l’espressione del “suca” come e quando vogliono pubblicamente, sottraendole a eventuali infimi apprezzamenti. Questo esalterebbe ulteriormente la filosofia bozziana e ne consoliderebbe la dottrina innovativa e l’ideale futurista atteso, direi addirittura che potrebbe perdurare nei secoli a venire. Già da domani io stessa, per esempio, potrei scrivere cose così: più presenze al concerto di Vasco Rossi a Roma che in tutti seggi elettorali italiani? “Suca”. A Palermo chiusi 40 seggi elettorali e agli anziani sotto il sole che picchiava è stato detto di ritornare? “Suca”.

I presidenti dei seggi elettorali palermitani hanno preferito andare alla partita? “Suca”. Vladimir Putin non ha pagato il biglietto aereo per Matteo Salvini? Meglio, “ma stra suca”. Perché voi maschietti potete dirlo e noi femminucce no? Se esce dalle bocche di un uomo è divertente, per noi donne sarebbe matematico sentirsi dire che siamo sboccate, che la mamma avrebbe potuto educarci meglio. Invoco, quindi, a gran voce, il diritto di poter esprimere tutto il disappunto e di poter inserire la “Filosofia del suca” nel linguaggio femminile senza se e senza ma.

@vanessaseffer

Filosofia del suca di Francesco Bozzi, Solferino 2022, 112 pagine, 12 euro

Aggiornato il 15 giugno 2022 alle ore 08:31