Economia: per il Wsj quella italiana è maggiormente indebitata

Quella italiana è l’economia maggiormente indebitata. È questa la “sentenza” del Wall Street Journal. Secondo la “bibbia” della finanza internazionale il nostro paese si troverebbe di nuovo ad un bivio: come nel 2011.

Per il quotidiano newyorkese l’Italia ha ripreso finalmente a crescere e sta procedendo a fare pulizia nel suo sistema bancario. Ma destano preoccupazione le incerte elezioni politiche del 4 marzo prossimo. La tornata elettorale rimette sotto i riflettori il debito pubblico del paese, che raggiunge quasi il 135 per cento del Prodotto interno lordo (Pil).

Per il “Wsj” è ironico che il fardello del debito possa finalmente ridursi. Secondo il giornale, gli interventi della Banca centrale europea (Bce) e le positive previsioni hanno prodotto la guarigione, di più, il salvataggio dell’Europa, Italia compresa. Ma secondo il Wall Street Journal, il problema italiano non riguarda la crescita, quanto, piuttosto, il peso permanente del debito pubblico. Eppure, la crescita economica nello scorso anno, pari al 1,5 per cento, ha dato la possibilità di una diffusa stabilizzazione del debito, con una sua possibile riduzione.

Il quotidiano di Manhattan ricorda che il Fondo monetario internazionale (Fmi) stima che il debito italiano potrebbe scendere al 120 per cento entro il 2020.  Ma, secondo il  Wall Street Journal, in un quadro tutto sommato positivo per l’Italia, le prossime elezioni, potrebbero consegnare una situazione di assoluto stallo. Non ci sono alternative: è necessaria una ferma volontà politica per diminuire il debito e consentire una crescita economica.