Dazi: l’inasprimento del “conflitto commerciale”

È possibile che la Federal Reserve assuma delle decisioni importanti nell’ottica di una nuova ondata di tariffe nella “guerra commerciale” tra Stati Uniti e Cina. Dalla Banca centrale statunitense si attendono tassi invariati. Ma è possibile che emergano nuove indicazioni sul programma di innalzamento del costo del denaro. Il primo rialzo è atteso a settembre. Rispetto ai dazi, Donald Trump valuta nuovi incrementi tariffari al 25 per cento su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi. Si tratta del 40 per cento dell’export asiatico. Una tariffa doganale del genere sarebbe più del doppio di quanto proposto appena lo scorso giugno.

In realtà, gli osservatori auspicano una ripresa del dialogo tra Washington e Pechino per scongiurare un ulteriore inasprimento del “conflitto commerciale”. Il presidente americano medita una decisione finale sul dossier relativo ai dazi contro la Cina. La linea dura del trumpismo spinge per un aumento. Il rischio, paradossalmente, è che possano essere colpiti proprio i consumatori americani. All’inizio di luglio, l’amministrazione Trump aveva individuato i prodotti cinesi che rischiano di subire dazi per 200 miliardi di dollari. La mossa era stata una replica alle ritorsioni con la Cina aveva reagito ai dazi statunitensi del 25 per cento su 50 miliardi di dollari di beni cinesi.