Economia “forte”, Fed verso aumento tassi in settembre

La Fed lascia invariati i tassi di interesse. Ma a fronte di una crescita economica ‘‘forte’’ e una inflazione vicina all’obiettivo del 2 per cento ribadisce la sua intenzione di andare avanti con strette graduali, aprendo la porta a una rialzo dei tassi a settembre.

In linea con le attese, la banca centrale americana mantiene il costo del denaro fra l’1,75 e il 2 per cento. Il quadro positivo dell’economia tratteggiato nel comunicato diffuso al termine della due giorni di riunione sembra però confermare un aumento dei tassi il prossimo mese. L’attenzione è ora tutta su Jackson Hole, il consueto appuntamento annuale della Fed in calendario alla fine del mese, durante il quale il presidente Jerome Powell potrebbe offrire indicazioni su come la banca centrale intende procedere. Se una stretta in settembre sembra ormai quasi scontata, il nodo da sciogliere è legato a un possibile quarto aumento dei tassi di interesse nel 2018, a dicembre.

Gli analisti sono spaccati sulla possibilità. Molti ritengono un quarto aumento necessario a fronte della volata dell’economia americana, cresciuta del 4,1 per cento nel primo trimestre, e che secondo alcune stime potrebbe centrare un +5 per cento nel terzo trimestre. Altri sono più cauti e ritengono che la Fed preferirà attendere il 2019, evitando cosi di mettere un freno alla ripresa. Molto dipenderà dalla possibile guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina e dall’impatto che questa avrà sui consumatori e sull’economia. L’amministrazione è pronta a inasprire i dazi su 200 miliardi di dollari di Made in China dal 10 al 25 per cento. La battaglia inizia a farsi sentire sulle tasche dei consumatori, alle prese con un aumento dei prezzi. L’ultima in ordine temporale a rincarare i suoi prodotti è stata Procter & Gamble, che ha annunciato ai suoi distributori aumenti dell’ordine del cinque per cento sui suoi principali marchi.