Musk pensa a privatizzare Tesla

Privatizzare Tesla a 420 dollari per azione, ovvero per un valore complessivo di 71,3 miliardi di dollari, che sale a 82 miliardi incluso il debito. È l’ultima idea di Elon Musk che così potrebbe mettere fine alla relazione burrascosa fra il colosso delle auto elettriche e Wall Street.

L’annuncio è affidato a un tweet “shock” che coglie di sorpresa gli investitori e mette le ali ai titoli Tesla. I 140 caratteri del miliardario visionario restano “isolati” per ore: dal colosso delle auto elettriche non arriva nessuna conferma e nessuna smentita. I titoli Tesla vengono poi sospesi per oltre 60 minuti in attesa di una comunicazione ufficiale. A poco meno di mezz’ora dalla chiusura di Wall Street arriva il chiarimento: Musk in una email ai dipendenti spiega come a suo avviso una privatizzazione di Tesla è la strada migliore, anche se nessuna decisione definitiva è stata ancora presa. ‘‘Sarebbe una grande opportunità’’ e spazzerebbe via le ‘‘distrazioni’’ legate ai forti sbalzi del titolo in Borsa. Precisando di non voler mollare il timone della società neanche se fosse privata, Musk precisa che su una privatizzazione c’è consenso ma serve il voto degli azionisti. L’operazione, precisa, non prevede nessuna fusione con SpaceX. Il delisting di Tesla sarebbe una delle maggiori operazioni di leverage boyout della storia e non è chiaro come Musk, che ne controlla il 20 per cento, riesca a raccogliere i 66 miliardi di dollari per realizzarla. La svolta di Musk si va ad aggiungere ai rumors sull’investimento del fondo sovrano saudita nel colosso delle auto elettriche: Public Investment Fund avrebbe acquistato una quota fra il 3 e il 5% della società. Partecipazione che vale circa 2 miliardi di dollari. Ma l’indiscrezione viene subito relegata in secondo piano dal tweet di Musk, che inizialmente non trova conferme e spinge molti a ipotizzare che sia una scherzo. Il miliardario non è infatti estraneo a “giocare” su Twitter con messaggi stravaganti e inaffidabili. L’1 di aprile ha twittato: ‘‘Tesla in bancarotta. Nonostante gli sforzi per raccogliere fondi, inclusa una vendita di uova di Pasqua, siamo tristi nell’annunciare che Tesla è andata completamente in bancarotta’’. Si trattava di un pesce d’aprile, che però è costato a Tesla un tonfo in Borsa del 7%. La precisazione ufficiale però spazza via i dubbi.

Musk ha più volte attaccato gli short seller, criticandoli duramente e inserendoli nella categoria delle organizzazioni che vorrebbero vedere la società morta. Inoltre una privatizzazione consentirebbe a Tesla e soprattutto a Musk di esimersi dalla pressione del mercato per dimostrare di poter centrare gli obiettivi di produzione del Model 3, l’auto elettrica per il grande pubblico e cruciale nei piani di Tesla per balzare in utile. Obiettivi che si sono scontrati con una serie di difficoltà in termini di produzione, alimentando i timori che la società stesse bruciando troppo capitale troppo rapidamente.