Istat: calano i disoccupati (ma anche gli inattivi)

Numero di occupati sostanzialmente stabile rispetto a ottobre, con un tasso di occupazione fermo al 56,8%. Su base annua, invece, l’occupazione cresce di 99mila unità (+0,4%), l’incremento minore dal maggio 2015. Sono questi i dati registrati dall’Istat sul mercato italiano del lavoro a novembre. “Un’espansione - spiega l’Istituto nazionale di statistica – che interessa solo gli uomini e i lavoratori a termine (+162mila), mentre risultano lievemente in crescita gli indipendenti e si registra una flessione dei dipendenti permanenti (-68 mila)”.

L’Istat registra anche una flessione tra i 15-49enni (-175mila), dovuta però in gran parte a dinamiche demografiche. “I dati – scrive l’Istituto - confermano un quadro di sostanziale stazionarietà dei livelli occupazionali”, anche se negli ultimi tre mesi l’occupazione ha registrato “una leggera flessione rispetto al trimestre precedente”. “Nell'arco dei dodici mesi – conclude l'Istat - la crescita occupazionale rimane positiva anche se molto ridimensionata rispetto ai mesi passati, spinta soprattutto dai dipendenti a termine e concentrata tra gli ultracinquantenni”.

Il tasso di disoccupazione, insomma, a novembre è sceso al 10,5%, in calo di 0,1 punti percentuali da ottobre e di 0,5 punti da novembre 2017. Torna però a scendere, dopo due mesi di crescita, la stima delle persone in cerca di occupazione (-0,9%, pari a -25 mila unità). Un calo che si concentra prevalentemente tra le donne e le persone da 15 a 34 anni. I disoccupati sono 2 milioni 735 mila, con un aumento di un decimo di punto percentuale del tasso di inattività, che sale al 34,3%.

Negativa la reazione ai dati di Confercommercio. “In linea con un quadro congiunturale in evidente stagnazione, il mercato del lavoro conferma diversi segnali di debolezza”, si legge in una nota. “Le forze di lavoro hanno smesso di crescere e la stessa riduzione, nel mese di novembre, dei disoccupati tra le fasce più giovani deriva, più che da un inserimento nel mondo del lavoro, da un'uscita verso l'inattività”. “Se confermato nei prossimi mesi, questo fenomeno amplierà l'area degli scoraggiati - conclude l'ufficio studi di Confcommercio- condizione che, dal punto di vista macroeconomico, non favorisce il rafforzamento di una ripresa già molto fragile”.

Soddisfazione, invece, da parte del M5s. “I dati Istat di oggi certificano, ancora una volta, che grazie al decreto dignità stiamo rilanciando l'occupazione a tempo indeterminato. Il dato relativo all'occupazione stabile per il mese di novembre infatti, come già accaduto ad ottobre, fa segnare una crescita costante. Calano invece i contratti a termine, meno 22mila in un mese, e la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, scesa di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente. Insomma, da quando è entrato in vigore stabilmente il Decreto Dignità, è iniziata finalmente una vera inversione di tendenza che ci fa ben sperare per il futuro”, affermano i portavoce M5S in Commissione Lavoro alla Camera dei deputati.