Eurostat: “Ad aprile inflazione sale a 7,5 per cento nell’area euro”

Schizza in alto l’inflazione dell’Eurozona ad aprile 2022. Dovrebbe essere del 7,5 per cento ad aprile 2022. In aumento rispetto al 7,4 per cento di marzo. L’ufficio statistico dell’Unione europea guarda alle componenti principali dell’inflazione dell’area dell’euro. L’energia dovrebbe avere il tasso annuale più alto in aprile (38 per cento, rispetto al 44,4 per cento di marzo), seguita da cibo, alcol e tabacco (6,4 per cento, rispetto al 5,0 per cento di marzo), beni industriali non energetici (3,8 per cento, rispetto al 3,4 per cento di marzo) e servizi (3,3 per cento, rispetto al 2,7 per cento di marzo).

Nel primo trimestre 2022, il Pil destagionalizzato è aumentato dello 0,2 per cento nella zona euro e dello 0,4 per cento nell’Ue, rispetto al trimestre precedente, secondo una stima preliminare flash pubblicata da Eurostat. Nel quarto trimestre del 2021, il Pil era cresciuto dello 0,3 per cento nella zona euro e dello 0,5 per cento nell’Ue. “Queste stime preliminari del Pil si basano su base dati incomplete e sono soggette a ulteriori revisioni”, nota Eurostat.

Campania e Sicilia sono agli ultimi posti in Ue per l’occupazione, con una persona su cinque disoccupata nel 2021. È quanto mostrano i dati di Eurostat sul mercato del lavoro, pubblicati oggi. Il tasso di disoccupazione per le persone di età compresa tra i 15 e i 74 anni era il 19 per cento nelle due regioni italiane, in aumento rispetto al 2020 quando era il 18 per cento. La media Ue è il 7 per cento. Peggiori di Campania e Sicilia soltanto le regioni spagnole di Ceuta (27 per cento), isole Canarie (23 per cento) e Andalusia (22 per cento), la Macedonia occidentale in Grecia (20 per cento) e altre due spagnole Melilla (20 per cento) ed Estremadura (19 per cento). All’opposto, le italiane con i tassi di disoccupazione più bassi erano la Provincia autonoma di Bolzano (4 per cento), il Veneto e la Provincia autonoma di Trento (entrambe al 5 per cento). A livello europeo, in cima alla classifica c’erano la regione polacca di Varsavia-Capitale e la regione ungherese del Transdanubio centrale (entrambe del 2 per cento).