Freddo addio: Starbucks lascia la Russia

Un addio freddo. Freddissimo. Starbucks, colosso americano della caffetteria, saluta il mercato russo (presenti 130 locali con la formula del franchising). Dopo quindici anni siamo ai titoli di coda, che fanno il paio con i saluti di società come Exxon Mobil, McDonald’s, British American Tobacco.

Starbucks, nel frattempo, ha assicurato che pagherà i 2mila lavoratori russi per sei mesi. Non solo: darà loro una mano nel passaggio verso nuovi impieghi. Negli Usa, per la cronaca, investitori e consumatori avrebbero fatto pressioni sulla società per tagliare qualsiasi collegamento con la Russia. Situazione, questa, che si è creata dopo l’invasione dell’Ucraina.

Starbucks, peraltro, aveva ormai messo la parola fine alle attività commerciali già dallo scorso marzo, inclusa la spedizione dei prodotti verso la Russia.