Centrodestra più disunito che mai, ma ci sono ragioni precise

Il Covid, la guerra in Ucraina e un Governo italiano che coinvolge tutti, a parte Fratelli d’Italia, hanno silenziato quel gossip giornalistico che periodicamente si manifesta in Italia, circa i vari e fin troppo frequenti posizionamenti e riposizionamenti della politica interna. A volte, sono state tante le dietrologie in merito a possibili convergenze più a sinistra, più a destra oppure verso il centro. Emergenze ben più grandi hanno preso il posto delle ricostruzioni degli analisti di politica italiana, che diventano talvolta chiacchiericcio, ma è evidente come gli equilibri del quadro partitico siano ora più incerti che mai. In molti momenti sembra che si voglia dire addio definitivamente, e disgraziatamente, a quel poco di bipolarismo rimasto, per andare incontro a una involuzione proporzionalistica, aiutata da una legge elettorale ad hoc e da un nuovo centro politico capace di rinverdire i fasti, questo rimane da vedere, della Democrazia Cristiana. Tuttavia, non si sta muovendo nulla di concreto in tale senso, a parte i tanti sogni descritti in pubblico da Carlo Calenda e altri, ma allo stesso tempo quel bipolarismo che ha caratterizzato, seppure in maniera imperfetta, la Storia italiana dal 1994 fino a qualche anno fa, è sempre più sfumato, talvolta quasi impercettibile. Siamo, per dirla in parole semplici, davanti a una situazione che non è né carne né pesce.

Eppure, un centrodestra popolato da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, e un centrosinistra, animato dal Partito Democratico, dal Movimento Cinque Stelle e da soggetti più piccoli come Liberi e Uguali, (i giallorossi del secondo Governo Conte), in teoria ancora esistono. Tali coalizioni, in particolar modo il centrodestra, governano unite importanti Regioni del Paese, ma a livello nazionale vi è uno sfilacciamento sempre più marcato tanto da una parte quanto dall’altra. Il Movimento 5 Stelle, oltre a tanti problemi interni e una leadership contestata finanche sul piano giudiziario, non dice sempre ciò che il Partito Democratico vorrebbe sentirsi dire, come è successo con le dichiarazioni ondivaghe di Giuseppe Conte a proposito di Marine Le Pen. Ma a destra le relazioni fra alleati o sedicenti tali sono anche peggiori. Il centrodestra subisce anzitutto nel suo complesso l’esistenza del Governo Draghi, che sin da subito ha scavato un solco fra il partito di Giorgia Meloni, rimasto alla opposizione, e quelli di Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, entrati a far parte invece della maggioranza cosiddetta di unità nazionale.

Nell’immediato, i rapporti umani e personali fra i leader non hanno però incontrato un drastico deterioramento, anche perché le Amministrazioni di centrodestra presso gli Enti locali hanno saputo reggere di fronte all’arrivo di Mario Draghi a Palazzo Chigi. Ma la recente battaglia per il Quirinale e la riconferma di Sergio Mattarella, che hanno visto Salvini condurre una campagna piuttosto sgangherata per un candidato di centrodestra, salvo poi arrendersi mestamente a chi aveva puntato sin dall’inizio al bis del presidente uscente, hanno eretto un muro di sfiducia e di incomunicabilità fra i principali attori della coalizione, soprattutto fra lo stesso leader del Carroccio e Giorgia Meloni. Quest’ultima, con buone ragioni, non ha accettato la resa salviniana di fronte al secondo mandato di Mattarella, ma la cosa che più delude Fratelli d’Italia – e non solo – è che Salvini faccia continuamente finta di nulla, come se non fosse successo niente, come se la rielezione dell’attuale Capo dello Stato non avesse provocato una rottura importante fra Lega e FdI.

Le rotture possono essere sanate, ma occorre parlarsi a viso aperto e non fare come gli struzzi. I problemi devono essere affrontati, presi di petto, altrimenti si ingigantiscono sempre di più. Quando una coppia si separa poi ha tutto il diritto di provare a rimettersi insieme, ma prima deve analizzare per bene tutte le cause che hanno portato alla separazione, sennò la riedizione di un fiasco sentimentale è assicurata. Dalle parti di Fratelli d’Italia proviene una certa freddezza anche perché si sospetta, non del tutto a torto, che tanto Salvini quanto Silvio Berlusconi abbiano preso gusto nel partecipare a maggioranze governative eterogenee. Del resto, quando si governa con forze che in una situazione normale sarebbero avversarie, si rischia senz’altro di perdere dei voti, ma allo stesso tempo ci si assume meno responsabilità dinanzi al Paese, perché nel caso di un’azione di Governo inconcludente o dannosa si può sempre scaricare il barile a scapito dell’ala sinistra o pentastellata dell’Esecutivo. La sintonia tra FdI da una parte e Lega e Forza Italia dall’altra è al suo minimo storico e se fino ad ora, come abbiamo detto, il centrodestra tutto ha tenuto a livello locale e territoriale, adesso già circolano ipotesi di candidati separati per le prossime elezioni amministrative.

Qualcuno vorrebbe boicottare la ricandidatura del governatore siciliano Nello Musumeci solo per fare un dispetto alla Meloni. Siamo purtroppo a questo punto ed è chiaro come questa disarticolazione del centrodestra faccia sorridere Partito Democratico e Cinque Stelle, ma non ci si può neanche immergere in un’alleanza senza un patto chiaro e un vero confronto circa gli ultimi accadimenti che hanno di fatto allontanato Lega e FdI. Senza un bagno di chiarezza e di umiltà, un eventuale e rinnovato riavvicinamento fra il Carroccio e la destra di Giorgia Meloni avrebbe il fiato corto ancora prima di iniziare, e i giallorossi riderebbero comunque. La Meloni è assai consapevole di questo. Infatti, durante la conferenza programmatica di Milano di Fratelli d’Italia, ha tenuto il punto. Nel proprio discorso di apertura della convention non ha dedicato nemmeno un secondo alle tensioni del centrodestra e non ha mai citato né Salvini, né Berlusconi. Ha incentrato l’intervento sulle proposte dell’offerta politica rappresentata da Fratelli d’Italia; del resto, la conferenza milanese è stata ideata per dare inizio alla stesura di un programma di Governo conservatore.

Chiudendo l’evento, peraltro assai riuscito in termini di numeri e di riscontro mediatico, Giorgia Meloni ha infine toccato la questione del centrodestra, avvertendo gli interlocutori sulla necessità di occupare una precisa metà del campo. Chi vuole proseguire con alleanze innaturali deve sapere fin d’ora che Fratelli d’Italia intende andare avanti, comunque, con il progetto del Partito Conservatore (un’idea capace di andare oltre alla destra italiana che abbiamo già conosciuto), quindi anche senza la compagnia di Lega e Forza Italia.