Anche nel segreto dell’urna ci ricordano che dobbiamo morire

Sebbene il Coronavirus, Sars-Cov-2 per la precisione, sia oramai clinicamente quasi estinto, con appena 134 persone positive ricoverate nelle terapie intensive del Paese, la Rai sta ossessivamente mandando in onda uno spot in cui, tra i doveri che attengono all’elettore, ci ricorda che dobbiamo morire. In ossequio alla linea sanitaria di stampo talebano dettata in prima persona da Roberto Speranza, questa l’esatta trascrizione del messaggio: “L’elettore, inoltre, all’interno del seggio, dovrà attenersi alle misure di sicurezza previste per contrastare l’emergenza epidemiologica da Covid-19”.

Ora, dal momento che tali, demenziali misure – come le mascherine, il distanziamento, la sanificazione delle mani – sono state abbandonate quasi ovunque, sarebbe interessante capire, da chi ha commissionato il citato spot, quale sarebbe il corretto comportamento anti-Covid da seguire. In realtà, si ha invece l’impressione che questo ennesimo quanto inutile eccesso di scrupolo nasconda il subliminale tentativo da parte di chi ha cavalcato la pandemia, ingigantendone a dismisura la pericolosità, di orientare in una data direzione l’elettorato ancora afflitto da paranoia da virus.

Infine, vorrei segnalare che proprio per seguire i demenziali protocolli anti-Covid ancora in essere negli ospedali, un poveretto di 49 anni, morto probabilmente d’infarto, non ha potuto essere assistito nel pronto soccorso di Castellammare di Stabia, avendolo trovato momentaneamente chiuso. Era capitato che per un caso di positività al virus i locali dovevano essere accuratamente sanificati prima di far accedere i pazienti. Questi sono i tempi e questi sono gli uomini.