Guerra neo-sovietica al mondo libero

Il discorso di Vladimir Vladimirovič Putin, in occasione della cerimonia per la sottoscrizione dell’accordo di adesione alla Federazione Russa delle province ucraine del Donbass, è stata una requisitoria contro gli Stati liberi dell’Occidente.

È stata, anche, la prima volta in cui lo smembramento dell’Unione Sovietica, è definito una tragedia. Sullo sfondo, la descrizione dell’Ucraina come Stato, nella sostanza, governato da neo-nazisti. È la ricostruzione di una cortina di ferro. Una esplicita minaccia a quelli Stati già sovietici, facenti ancora parte o no della Confederazione degli Stati indipendenti, che hanno abbracciato o abbracciassero politiche filo-occidentali. È, altresì, una minaccia agli Stati un tempo facenti parte del Patto di Varsavia, ora aderenti all’Alleanza Atlantica e membri dell’Unione europea.

Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Oleksandrovyč Zelens’kyj, ha, in risposta, richiesto una procedura accelerata d’adesione all’Alleanza Atlantica. Egli ha anche affermato che quest’alleanza, di per sé, è già esistente nei fatti. Il Segretario generale della Nato ha dichiarato questo un diritto per ogni Stato libero d’Europa. L’articolo 5 del Trattato costitutivo dell’Organizzazione obbliga tutti gli Stati aderenti ad intervenire, qualora uno di questi sia attaccato.

In tal quadro, è stata indubbiamente saggia la decisione degli elettori italiani i quali hanno espresso un voto alle scorse elezioni politiche nazionali. In questo momento, tra gli Stati dell’Alleanza, deve valere il motto dei tre moschettieri: “Uno per tutti, tutti per uno!”. Giorgia Meloni è l’esponente politico italiano più chiaro nel suo atlantismo, e per carattere la più portata ad affrontare, a muso duro, le sfide.