09 giugno 2012ESTERI
«Quel video con lo sgozzamento del cristiano apostata non è
stato girato in Tunisia ma in Iraq circa sei anni fa ai tempi di al
Zarqawi».
Dopo le rivelazioni del nostro giornale scoppia un vero e
proprio caso tra Egitto e Tunisia, a ore si attende una nota
ufficiale del governo locale, a proposito della trasmissione della
Tv "Al Faraeen", il Faraone, "Al Masri al Yaum" e del suo
opinionista Tawfiq Okasha, che un gruppo di arabi liberali amici di
Israele definisce anti semita e propagatore di notizie false e
manipolate su Israele come sulla Tunisia.
Sullo sfondo un duplice fronte, interno ed esterno, aperto nel
mezzo della campagna per le elezioni presidenziali al Cairo. La
tesi degli arabi democratici e liberali (che riporta al "fronte
interno," e che è stata firmata da Anna Mahjar-Barducci che ne è
presidente) è che «Okasha abbia forse trasmesso il video - nel suo
programma Egypt Today su Faraeen TV - sapendo che il fatto era
accaduto in Iraq, per spaventare l'elettorato egiziano. Un modo
probabilmente per dire di scegliere il candidato Ahmed Shafiq,
facendo passare l'idea che se gli Islamisti vincessero, come in
Tunisia, anche in Egitto inizierebbero gli sgozzamenti. Okasha ha
infatti dichiarato apertamente il suo sostegno a Shafiq».
Il fronte "estero" porta invece a una sorta di concorrenza
sleale tra Egitto e Tunisia per dirottare il turismo europeo ed
americano: se infatti l'Egitto fa paura a tutti per le violenze
quotidiane, la Tunisia non sembra ancora essere a quel livello. E
quindi i turisti, anche italiani, non hanno mai smesso di andarci
in questi ultimi due anni.
Ma se una campagna denigratoria fatta ad hoc facesse credere il
contrario... I servizi di sicurezza di Tunisi hanno analizzato le
voci e le immagini trasmesse da "Al Faraeen Tv" e sono giunti alla
conclusione che l'unica cosa vera è lo sgozzamento di un povero
uomo arabo di fede cristiana. Ma l'accento dello speaker sarebbe
chiaramente iracheno, inoltre qualcuno ricorda un video molto
simile messo in rete dai qaedisti di Baghdad e dintorni per
l'appunto nel 2006. Gli arabi liberali di Anna Mahjar-Barducci
nella propria risentita nota di smentita, si soffermano anche sulla
personalità del conduttore del talk show, Tawfiq Okasha,
«considerato, da alcuni analisti, come un collaboratore del regime
e senza alcuna credibilità tra gli egiziani».
Di sicuro non è un amico di Israele come testimoniano numerosi
video riportati da Memri, su sue intemerate lanciate dalla Tv in
questione, che prima della caduta di Mubarak veniva considerata
vicina all'ex raiss. In uno di questi video Israele veniva accusata
di usare contro i palestinesi, anche sul fronte economico, gli
stessi metodi che Hitler impiegò contro gli ebrei. Una tesi però
questa ampiamente diffusa in tutto il mondo arabo, che rientra
quasi in una sorta di ipotetica "modica quantità" di antisemitismo
locale. Insomma, in attesa che Tunisi e il Cairo risolvano il
giallo del video, di sicuro c'è solo una circostanza: un cristiano
è stato decapitato per avere professato la propria fede in un
qualche imprecisato punto del mondo arabo islamico.
E anche questa, forse, non è più una notizia secondo i canoni
del giornalismo e della categoria dello spirito dell'"uomo che
morde il cane".