Disinformazione russa dai mille e un volto

Avevamo parlato qualche giorno fa di come la Russia si serva di strumenti di disinformazione per orientare il pensiero comune nei giorni dell’invasione della Crimea. Le testimonianze della comunità ucraina a Roma potevano essere lette come propaganda filo-occidentale, ma ecco che un articolo pubblicato sul Daily Mail comprova quanto affermato da noi: i media russi non sono affidabili. Esistono molte storie che cercano di legittimare l’intervento della Russia in Ucraina. E tutte, puntualmente, depongono a favore di Mosca e della loro linea ufficiale. “Soldati russi in Crimea? Che sciocchezza! Una provocazione”, afferma più volte il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu. La penisola sarebbe occupata da milizie di autodifesa. Certo, che poi siano equipaggiate con uniformi russe, con fucili russi, con mezzi militari russi poco importa.

Le principali fonti di informazione moscovite sono state accusate di utilizzare un’attrice come comparsa e testimone nei sommovimenti di piazza dei giorni scorsi nelle principali città ucraine. Da Kiev, dove è stata pescata a manifestare contro il “colpo di Stato dei nazisti” a Simferopoli. Si chiama Tatiana Samoilenko e avrebbe intorno ai 40 anni. Viene mostrata in tivù con almeno cinque identità diverse che si oppongono alla rivoluzione. La donna è apparsa in alcune trasmissioni televisive spacciandosi per casalinga disperata a Odessa e parlando del suo terrore per i politici filo-fascisti che hanno preso il potere in Ucraina durante la rivoluzione di piazza Maidan. Come madre di un soldato sulle barricate di Kiev ed è stata vista avvolta in una bandiera russa durante le manifestazioni a Kharkov, città orientale del Paese. La storia è andata avanti per un po’ fino a quando sui social network molti utenti si sono affrettati a far notare che la “casalinga” assomigliava stranamente a diverse altre donne intervistate.

Da qui le accuse di chi la considera un’attrice ingaggiata dal Cremlino per seminare disordine e dare forza ai gruppi pro-Mosca. I media ucraini, la descrivono come un personaggio ormai noto, presente in proteste anche a Sebastopoli e a Novocherkassk in Russia. Le sue dichiarazioni si somigliano tutte: la comparsa fa regolarmente appello a Putin affinché tuteli i russi in Crimea. Parla di persecuzioni e violenze ricevute da chi è vicino al nuovo governo e vede come unica via di uscita la liberazione (od occupazione, dipende dai punti di vista) da parte del Cremlino. L’ultima apparizione l’altro giorno. In un talk-show televisivo. Questa volta aveva i capelli scuri. Ha raccontato come sia stata costretta ad abbandonare l’Ucraina con il marito e i suoi tre figli.

La replica di Kiev non si è fatta attendere. Gli ucraini hanno accusato la Russia di pagare disturbatori per fomentare il dissenso. “Siamo una famiglia mista, mio ​​marito è un cittadino russo. Io sono ucraina - aveva riferito lei - Quando i politici filo-fascisti hanno preso il potere, non ci abbiamo pensato troppo. E abbiamo deciso di andare via. Abbiamo subito capito che non avevamo tempo da perdere”. Ha raccontato come la famiglia abbia dovuto lasciare tutto: casa, lavoro, denaro su conti correnti perché era proibito prelevare. Cercano un nuovo inizio nella Santa Madre Russia. Una sfortuna o una fortuna, dipende dai punti di vista.