Modello azerbaigiano   di tolleranza religiosa

Il 20 ottobre si è svolto a Venezia il Convegno “Azerbaijani and Italian perspectives on multiculturalism”. Il multiculturalismo quale elemento che rafforza i legami tra Italia e Azerbaigian è stato il tema cruciale dell’interessantissima conferenza svoltosi presso la Sala Berengo del Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea della prestigiosa Università “Ca Foscari” del capoluogo veneto. Il dibattito è stato incentrato sugli intrecci culturali approfondendo le proposte riguardanti lo scambio tra studenti e la ricerca accademica e culturale tra l’Italia e l’Azerbaigian.

Durante il convegno è intervenuto, il rappresentante dell’Ambasciata dell’Azerbaigian in Italia, Samir Allahverdiyev che ha dichiarato: “Vorrei esprimere la mia soddisfazione per l’ampliarsi delle occasioni di incontro anche culturali fra i nostri paesi. Il mio auspicio è questi momenti possano contribuire ad ampliare ulteriormente i già ottimi rapporti diplomatici esistenti, anche con le città italiane. È un legame che è iniziato nel 1918 con l’attività dell’ambasciata italiana a Bakù, soprattutto per quel che riguarda la cultura. Proprio questo aspetto ci sta molto a cuore, perché nel nostro paese convivono importanti religioni e culture come quelle islamiche, cristiane, ebraiche ed ortodosse. Vorrei sottolineare come la nostra posizione geografica sia non solo un ponte fra due grossi continenti come Europa ed Asia, ma fra civiltà. E questo ci ha permesso di essere un nodo cruciale per gli scambi interculturali, come confermano i tanti eventi culturali quali mostre, convegni, workshop di libri, cinema e concerti, che ogni anno organizziamo. Ricordo come i ministri dell’istruzione dei nostri paesi, abbiano recentemente concordato sull’esigenza di aumentare ancora gli scambi universitari e culturali, per rendere sempre più solidi i nostri legami”.

Inevitabile affrontare anche la delicata problematica sul controverso rapporto tra sciiti e sunniti che tormentano il variegato mondo islamico. Tali contraddizioni vivono anche in Azerbaigian, ma in tale contesto tale rapporto si esprime attraverso la sana e ricercata convivenza attraverso l’apertura multiculturale ed un apparato istituzionale essenzialmente laico. Il multiculturalismo è vigoroso nella repubblica azera perché in Azerbaigian convivono etnie e culture diverse. I lavori sono proseguiti dapprima con la proiezione di un filmato in inglese che ha ripercorso gli storici legami che uniscono la città di Venezia con la storia e la cultura azera ed il repentino processo di sviluppo portato avanti dal Presidente Aliyev anche sul delicato aspetto del multiculturalismo.

Nella seduta pomeridiana del Convegno la discussione si è incentrata su temi di ricerca e dibattito filosofico, con le relazioni di Zohra Aliyeva, direttore delle Relazioni Internazionali dell’Istituto di Filosofia e Diritto dell’Accademia Nazionale delle Scienze dell’Azerbaijan, di Aldo Ferrari dell’Università Ca’ Foscari, di Zemfira Mammadzada ricercatore del Dipartimento di Relazioni e Diritto Internazionale dell’Accademia Nazionale delle Scienze dell’Azerbaijan ed infine di Isakhan Valiyev, Direttore del Dipartimento di Criminologia dell’Accademia Nazionale delle Scienze dell’Azerbaijan.

Ciò che risulta particolarmente importante è la conoscenza del modello di tolleranza religiosa e laicità che l’Azerbaigian oggi rappresenta, anche attraverso la creazione di dibattiti pubblici internazionali sulla problematica come il “Forum sul Dialogo interculturale”. Il Forum, nato nel 2008, ha tra i promotori l’Unesco, l’Alleanza delle Civiltà delle Nazioni Unite, l’Organizzazione mondiale del Turismo, il Consiglio d’Europa e la Presidenza dell’Azerbaigian.

Partecipano alle giornate di lavoro i rappresentanti di più di cento organizzazioni intergovernative e non governative, parlamentari, ministri, accademici e diplomatici di numerosi Paesi. Anche il lavoro svolto dalla Fondazione Heydar Aliyev è fondamentale nella promozione della tolleranza religiosa e del dialogo interculturale a livello internazionale. Contro l’integralismo sono sempre fattori fondamentali la conoscenza dell’ “altro” e l’educazione al rispetto reciproco, anche attraverso scambi di studenti, circolazione di informazione non settaria ed elaborazione di valutazioni storiche condivise.