I palestinesi processano Trump e ricattano l'America

Un processo a Donald Trump insieme al suo vice alla Casa Bianca, Mike Pence - con tanto di impiccagione dei relativi fantocci, poi dati alle fiamme - i giovani palestinesi aspiranti terroristi islamici intanto si divertono così.

E ricattano l’America. Perché, come spiega l’analista del “Gatestone Institute” Bassam Tawil – “questo processo pubblico svoltosi ‘coram populo davanti alla scuola gestita dall’Unrwa in un campo profughi della West Bank significa una cosa ben precisa : il via libera a eventuali terroristi per la causa palestinese a colpire ovunque cittadini americani nel mondo”.

Non a caso era presente lo stato maggiore di Abbas a questo processo da farsa con l’imputazione di aver trasferito la rappresentanza diplomatica americana a Gerusalemme dopo averlo promesso sin dal 1995 con Clinton. Ecco quindi partire dall’area più statisticamente - e nel tempo - calda del Medio Oriente  un ricatto armato direttamente al cuore dell’America.

Altre versioni dicono che il processo ai fantocci, una specialità della casa cinematografica virtuale che viene soprannominata Pallywood, ossia Palestina Hollywood (e che comprende finti funerali di bambini uccisi da Israele e roba del genere ), sia stato in realtà ispirato dallo stesso Abu Mazen. Non tanto per la storia di Gerusalemme capitale quanto per i consistenti tagli di fondi già attuati e  ulteriormente promessi dallo stesso Trump in aiuti alla popolazione. Che notoriamente si traducono in arricchimenti illeciti dei rais locali, come già fu per Arafat, o peggio, in ulteriori finanziamenti al terrorismo.

Attualmente gli Usa danno qualcosa come 800 milioni di dollari, di cui 368 passano proprio attraverso l’Unrwa, all’Anp. Ma il trend dell’era Trump diminuirà drasticamente, ricatti e processi in piazza permettendo, nei prossimi mesi.