Taiwan e la partecipazione ai lavori dell’Onu

Nel corso di un piacevole pranzo di lavoro, svoltosi a Roma, l’ambasciatore Andrea Sing-Ying Lee, dell’Ambasciata di Taiwan in Italia, ha ospitato giornalisti, analisti e autorevoli esperti del mondo asiatico per analizzare le ultime novità provenienti dall’isola, i rapporti con le diplomazie occidentali, il ruolo autoritario della Cina e le enormi opportunità commerciali che le relazioni Italia-Taiwan continuano a innescare. “Come sapete – ha sottolineato l’ambasciatore – Pechino da oltre un mese porta avanti esercitazioni militari nello Stretto di Taiwan e nei mari orientali, cercando di modificare unilateralmente lo status quo e mettendo a serio rischio la sicurezza e gli equilibri regionali e globali. Questi atti sono reazioni esagerate alla recente visita di Nancy Pelosi a Taiwan. Una visita legittima da parte di una rappresentante del popolo americano. La speaker Pelosi ha voluto dimostrare la vicinanza degli Stati Uniti alla democrazia, alla libertà e al rispetto dei diritti umani, che da noi sono elementi strutturali della società”.

L’occasione è stata utile anche per sviscerare i dati commerciali, frutto della cooperazione tra Italia e Taiwan, rimarcando la terza posizione dell’Italia, tra i Paesi dell’Unione europea, nel commercio con Taipei, dopo la Germania e i Paesi Bassi. L’export italiano verso Taiwan nel 2021 è stato di oltre 3 miliardi di dollari, mentre quello taiwanese verso l’Italia ha superato i 2,5 miliardi di dollari. Un fatturato complessivo di oltre 5,5 miliardi di dollari. Per quanto riguarda gli investimenti diretti, l’Italia è il decimo investitore a Taiwan, tra i Paesi europei. Il legame tra Italia e Taiwan non si limita però al solo campo economico. In ambito culturale, ad esempio, la collaborazione tra i due Paesi è molto forte.

Autorevole esempio è la partecipazione pluriennale e costante di Taiwan alla Bologna Children’s Book Fair e alle Biennali d’Arte e d’Architettura di Venezia, dove gli artisti dell’isola sono spesso presenti raccogliendo numerosi premi e riconoscimenti. Per non parlare della celebre Mostra del cinema di Venezia, che ha visto trionfare in più occasioni i registi taiwanesi. La collaborazione tra Italia e Taiwan nel settore culturale è talmente profonda che l’Ufficio diplomatico di Roma da due anni ha una specifica Divisione culturale per portare avanti numerose attività quali eventi nel campo delle arti grafiche, letterarie, cinematografiche e della fotografia.

Inoltre, l’Ambasciatore Andrea Sing-Ying Lee ha consegnato ai presenti un autorevole discorso di Jaushieh Joseph Wu, ministro degli Esteri di Taiwan, in cui, il ministro rilancia la volontà di voler ulteriormente rafforzare la cooperazione diplomatica, politica ed economica con l’Occidente e il mondo democratico, superando gli ostacoli e le minacce della Cina. “Ora più che mai – ha dichiarato il ministro Joseph Wu – le crescenti intimidazioni retoriche e militari della Cina stanno mettendo in pericolo la pace e la stabilità regionale. Tutte queste dinamiche avranno un impatto sulla sicurezza e sul benessere del mondo. Quando i membri delle Nazioni Unite si incontreranno di nuovo a New York, quest’anno, diviene opportuno ricordare a questi leader, che tutte le persone – incluso il popolo taiwanese – meritano di far sentire la propria voce e di essere parte dello sforzo collaborativo per affrontare queste sfide per il bene globale. Purtroppo, Taiwan non è in grado di prendere parte al più grande e importante forum di cooperazione globale onusiano a causa dell’incessante repressione da parte della Repubblica popolare cinese”.

In qualità di membro responsabile della comunità internazionale, Taiwan continuerà ad esercitare moderazione in risposta alle provocazioni della Cina e lavorerà insieme ai paesi democratici e rispettosi dello stato di diritto nel mantenimento della pace e della stabilità regionale. Taiwan chiede sostegno internazionale e il compito delle democrazie dovrebbe essere quello di sostenere sempre i modelli democratici, affinché non vi siano ulteriori vittime e stragi di popolo frutto delle visioni totalitarie e dispotiche.