La fine della democrazia in Italia

Nuova settimana, nuovo decreto con misure ancora più restrittive e limitanti per chi non vuole farsi il vaccino e quindi non ha il Green pass. Dal 15 ottobre sarà necessario infatti avere il Green pass praticamente per tutti i lavori sul suolo italiano. Ciò che ne risulta è che alla fine della fiera gli unici ad avere la possibilità di non vaccinarsi saranno i percettori del Reddito di cittadinanza. E a proposito di reddito di cittadinanza, giovedì 16 settembre al programma Piazzapulita di Corrado Formigli è intervenuto l’ex presidente del Consiglio e attuale leader dei cinque stelle Giuseppe Conte. Tra le varie cose che ha detto se ne è uscito con quest’affermazione: “Non ho letto nel dettaglio il decreto, ma lo leggerò”. Queste parole raffigurano precisamente la fine della democrazia nel nostro Paese. Come è mai possibile che il capo del partito che alle ultime elezioni è arrivato primo prendendo una quantità esorbitante di voti non conosca nel dettaglio un decreto che cambierà la vita di milioni di italiani.

Ormai tutto è nelle mani dell’incontestabile Mario Draghi, che praticamente decide da solo insieme ai suoi amichetti, con il benestare dei partiti politici di maggioranza che non fanno nulla per provare a risvegliare la poca democrazia che ancora risiede nel nostro Paese. È incredibile il fatto che i partiti politici, per conservare un paio di poltrone, non facciano niente per provare a contestare il potere al nostro caro premier. Dall’alba dei tempi la politica è stata partecipazione, lotta, confronto, dialogo, scontro. Ora non c’è niente di tutto questo, le fazioni politiche restano a guardare senza avere nemmeno la pretesa di dire: “ci siamo anche noi e vogliamo dire qualcosa”. Di fare politica non interessa più nemmeno agli stessi politici, che se ne stanno beatamente accomodati a rispettare i diktat di Sua eccellenza.

La prova della morte della democrazia in Italia ci sarà se nelle elezioni politiche del 2023, qualora non si riuscisse ad ottenere una maggioranza, i partiti si mettessero tutti insieme e decidessero che vale la pena prolungare per qualche anno la durata del governo Draghi. Lì, seriamente, la nostra democrazia potrebbe essere in pericolo. E dobbiamo stare attenti ad agganciarci al discorso del: “È previsto dalla Costituzione quindi si può fare, la democrazia è anche questo”. Bisogna stare attenti perché il pericolo di affrontare tempi diversi è concreto, e le più grandi nefandezze sono state fatte proprio in nome del rispetto della legge.