I dubbi e le certezze

Caro Direttore,

nel tuo editoriale Centrodestra, senza turarsi il naso hai saputo cogliere un aspetto comune a molti elettori di centrodestra: a quali partiti dare il proprio voto nel segreto dell’urna? Per un liberale esprimere il proprio voto è sempre un travaglio interiore. I liberali, in senso lato, non hanno mai certezze assolute. Non si riconoscono, in toto, sulla proposta di società di un partito politico. I dogmi non fanno parte del sentire politico di un conservatore. Non conosco il sistema dei social, perché per scelta sono orgogliosamente a-social.

Io non ho un profilo Facebook e non utilizzo neanche WhatsApp. Uso lo strumento informatico limitatamente alle più strette esigenze professionali. Però, tutti i giorni amo confrontarmi con chi la pensa politicamente come noi e, ancora di più, con i sinistrorsi. Il prototipo dell’elettore di sinistra non ha dubbi: il centrodestra è il male assoluto! Per curiosità intellettuale, mi piace stuzzicarli, per cercare di comprendere quali siano le motivazioni delle loro certezze assolute. In genere, balbettano risposte mutuate dalle parole d’ordine dei loro politici di riferimento, ovvero: la difesa della “Costituzione più bella del mondo”, “la vittoria del centrodestra è un rischio per la democrazia”, Giorgia Meloni è una post-fascista, Matteo Salvini è un becero sovranista, Silvio Berlusconi è amico di Vladimir Putin. Le loro argomentazioni sono veramente povere di contenuto. Per paradosso, i vetero-comunisti hanno almeno una visione di società. Qual è, invece, la visione di società del Partito Democratico?

L’elettore consapevole di centrodestra ha votato – trasversalmente – per Forza Italia, per la Lega e per Fratelli d’Italia. Se si analizzano i flussi elettorali dal 1994 in poi, la maggioranza degli elettori nel nostro Paese ha espresso un voto favorevole ai partiti che si richiamano ai valori comuni del centrodestra, alternando la scelta della preferenza. I voti si sono sempre spostati all’interno dei partiti storicamente alleati. Solo quando si sono presentati divisi, hanno perso la tornata elettorale. La diciottesima legislatura ha fatto eccezione, a causa di un impazzimento collettivo che ha premiato i Cinque Stelle.

Dobbiamo cogliere gli aspetti positivi di ognuno dei partiti della coalizione. Al Governo del Paese sapranno trovare la sintesi giusta. E noi saremo i più spietati censori, se non rispetteranno i valori comuni. Molti di noi, quando si recheranno al seggio elettorale, fino all’ultimo avranno i dubbi per quale partito della coalizione di centrodestra votare per la quota proporzionale. Nessun dubbio per il voto all’uninominale: centrodestra unito!