Pd, ipotesi congresso a fine gennaio

Enrico Letta medita di accelerare i tempi del congresso. Nel Pd dilaniato dalle correnti, si profila la sfida che vede contrapposti Stefano Bonaccini ed Elly Schlein. L’eurodeputata dem Alessandra Moretti ritiene utile anticipare i tempi del dibattito. “Abbiamo deciso, con un gruppo di donne – sostiene – di suonare la sveglia al Pd in un momento in cui ci dovrebbe essere un’opposizione forte a questo governo: non esiste che la nuova leadership si manifesti a marzo. Abbiamo proposto una petizione che ha già raccolto in pochi giorni più di 700 firme. Sabato ci sarà l’assemblea, tra l’altro da remoto e non si capisce perché. In quella sede porteremo ufficialmente la richiesta di anticipare il congresso a gennaio, con le firme raccolte. Il Pd deve tornare a fare il Pd senza essere stretto in una tenaglia tra M5s e Terzo polo. Ancora una volta sono le donne ad essere le più pragmatiche: non ci dobbiamo perdere in discussioni eterne, ma ritrovare subito una linea. Non mi candido ma lavoro in prima persona affinché il partito democratico torni ad essere forte e fiero della sua storia e sicuro delle sue potenzialità”.

Dario Nardella punta sull’identità del partito. “Se il Pd non si dà un progetto una missione, poi rischia di farsi fare il congresso da chi è né fuori, ed è evidente la competizione, lo scontro che c’è tra 5 stelle da un lato e il Terzo polo dall’altro. Il mio partito, che è uscito come secondo partito dal voto, non può rimanere schiacciato da questa competizione”. Il sindaco di Firenze, intervenendo in collegamento con Agorà su Rai3, è convinto dell’utilità del congresso. “Serve per darci forza e rimanere uniti. Perché il congresso non sia una resa di conti tra gruppi di potere per cui chi vince prende tutto e chi perde se ne va, ci vuole una dialettica. Se siamo più forti e autonomi, possiamo costruire anche delle alleanze utili guardando a chi può essere più vicino alle nostre posizioni, se Giuseppe Conte o se il Terzo polo”. Secondo Nardella “non si costruisce un progetto politico con il rancore, credo che chiunque usi il metro del rancore nel mio partito sbagli. Penso che le alleanze siano opportune, talvolta anche necessarie: ma per fare alleanze devi avere un tuo profilo”.

L’ex ministro della Salute Roberto Speranza punta sul Welfare. “Nel percorso costituente – scrive su Facebook – serve un grande momento di mobilitazione popolare che parli dei problemi reali delle persone: i salari, il lavoro, la difesa di sanità e scuola pubblica. Dobbiamo gridare che la questione sociale è il cuore della nostra proposta politica. E dobbiamo farlo in piazza con le nostre bandiere contro un governo che prova a distrarre l’opinione pubblica dai temi cruciali che hanno a che fare con la vita di tutti i giorni. Lo scontro sui barconi serve solo a nascondere l’inflazione che mangia il reddito delle famiglie”.

Andrea Martella, senatore e segretario regionale del Pd Veneto, nel filo diretto con gli ascoltatori di Radio Immagina, la web radio dem sottolinea l’importanza dell’assemblea nazionale di sabato prossimo. “Dovrà individuare – sostiene – le modifiche statutarie necessarie per permettere al nostro partito di promuovere un percorso costituente vero, capace di aprire all’esterno, che sappia definire i nostri contenuti, che sappia far emergere nitidamente la nostra identità e la nostra proposta politico-programmatica alternativa alla destra al governo. Senza prescindere da questo percorso costituente, l’assemblea nazionale dovrà stabilire come accelerare i tempi per trovare una leadership forte e autorevole per svolgere tale compito. Valori, principi, contenuti, programmi. Dibattiamo su questo e su questa strada troveremo anche la figura che sappia meglio guidare il partito democratico”.

Martella invita il partito ad aprire “le porte e le finestre. Come si usa dire, coinvolgiamo i circoli e chiediamo però a questi nostri tanti e fondamentali presidi sul territorio di aprirsi, di costruire occasioni di incontro e di ascolto con i cittadini. I pilastri del nuovo Pd – europeismo rispetto dei principi e dei valori della Costituzione, centralità del lavoro e della sua dignità, sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale, diritti civili e sociali – andranno a intrecciarsi con l’azione di opposizione. Un’opposizione dura, costruttiva e intransigente. Partendo dalla definizione della nostra identità successivamente si costruirà un’alleanza plurale. Insomma, il Pd non è terreno di caccia per nessuno”.