“I cileni attendono Papa Francesco con tanta speranza e grande gioia”.

È quanto afferma don Felipe Herrera, portavoce della Commissione preparatoria del viaggio, intervistato dall’agenzia vaticana Fides. L’arrivo del pontefice a Santiago del Cile è previsto il 15 gennaio. La tappa successiva è il Perù. L’avvento di Francesco in Cile sta generando entusiasmo. Ma può rappresentare anche un’opportunità per una società come quella cilena, gravida di contraddizioni e profonde spaccature. Il divario tra le classi ed etnie diverse è enorme. E la Chiesa è ancora scossa dalla terribile piaga dei pedofili membri del clero. La risposta negligente da parte di alcuni suoi rappresentanti è destinata a lasciare strascichi pesanti nella comunità cilena. Francesco visiterà Santiago, Temuco e Iquique.

È prevista la partecipazione di oltre un milione di fedeli che giungeranno anche dall’Argentina, dalla Bolivia, dal Brasile e dal Perù. Per don Herrera, “sarà una bella festa. Ci si congregherà per le strade negli orari di arrivo dei pellegrini stranieri per dar loro il benvenuto”. Il portavoce sostiene che “la visita avrà forti connotazioni sociali, nel Paese che, forse come nessun altro, riceve immigranti e rifugiati dal Venezuela, oltre che dalla Bolivia, dal Perù, da Haiti e dalla Repubblica Dominicana”. Secondo don Herrera “i temi come la difesa dei popoli autoctoni (in particolare a Temuco) e il rispetto per la Terra saranno al centro del pensiero del Papa. Questo confronto è necessario, anche a causa della profonda frattura sociale nella nazione più disuguale dell’America Latina. In Cile si affronta anche un’inedita crisi di fiducia nelle istituzioni e una forte secolarizzazione. Ma sono tutte grandi sfide che la Chiesa cilena guarda come straordinarie opportunità”.