La matematica non sarà mai il mio mestiere

Il mondo nelle mani dei matematici? Di certo ci bombardano sul fatto che un algoritmo guiderà tutte le funzioni più importanti della nostra vita in un futuro abbastanza prossimo. Pochi si sono chiesti sinora se questo funzionerà veramente. Soprattutto da un punto di vista squisitamente liberale e libertario e poi anche da quello democratico. E visto quello che hanno combinato partiti come il Movimento Cinque Stelle c’è da dubitarne fortissimamente. Se poi dovessimo rifarci ad analogie con il passato, il fallimento della società governata dai filosofi e auspicata da Platone non è affatto rassicurante.

Ma con i matematici esiste un rischio peggiore: che considerino le loro idee una “scienza esatta”. Proprio come viene reputata la matematica stessa, peraltro con un salto logico dove si postula ciò che non si dimostra. E se un matematico ritiene esatto il proprio schema sociale su cui costruire l’algoritmo che ci controllerà e guiderà, allora sono dolori. C’è un ulteriore segno di allarme e di diffidenza che milita contro la futura “società dei matematici”: oggi chi studia al liceo classico, ma pure allo scientifico, viene ritenuto un “fancazzista”. Uno che merita un basso stipendio nella vita. Mentre vengono esaltati anche modesti inventori di startup spesso inutili o quanto meno ripetitive e non così originali. Per non parlare del fatto che adesso anche i sindacati giornalistici credono nell’aria fritta di nuove professioni tutte da collaudare, come ad esempio il “social media manager”.

Oggi per riqualificare i giornalisti disoccupati si fanno dei corsi - a pagamento, da versare nelle comunque povere casse del sindacato dei giornalisti - per far diventare un giornalista professionista che ha lavorato magari per trent’anni, e che oggi come tanti è vittima della crisi, nientemeno che un “social media manager”.

Che poi sarebbe colui che sovrintende come un vigilante privato alle condivisioni di contenuti relativi al prodotto di una determinata industria. Così come veicolato su una pagina Facebook. “Social media manager”? Fintanto che venderemo così un lavoro da troll del computer non ci sarà nulla di buono da presagire da questa società degli algoritmi dei matematici. Sono tutti uguali, sono dispotici, credono che il mondo sia nato con i millennials e tendono a disprezzare la cultura umanista. Che sta andando negletta come anni fa quella cultura classica “del greco e del latino”. E come fra non molto scomparirà anche la cultura del diritto. E dello Stato di diritto.

Meglio che i matematici siano una risorsa. Come i robot che devono continuare a essere elettrodomestici evoluti e non nuovi esseri umani in surroga di altri che forse non nascono più.