La lettura tra i banchi di scuola: i genitori leggono più dei figli

Sei adolescenti su dieci leggono solo tra zero e tre libri l’anno: è la media sconcertante emersa da un sondaggio realizzato in un noto liceo classico della Capitale. Solo pochi sono in controtendenza: una studentessa dice di averne letti venti, ma è l’unica a raggiungere un numero così elevato tra gli studenti intervistati. Il suo romanzo preferito è I pilastri della terra di Ken Follet. “Leggere mi fa vivere più esistenze, e non solo la mia. Sono immersa non solo nei miei pensieri, ma anche in quelli di altre persone: infatti tutto ciò che mi fa stare male personalmente grazie alla lettura spesso si ridimensiona” spiega Francesca, alunna di seconda liceo.

Ma non tutti i ragazzi sembrano pensarla allo stesso modo. Al secondo posto nel sondaggio si passa direttamente a cinque, per arrivare al modesto dato di quattro libri letti a partire dallo scorso giugno. La media quindi è di tre-quattro libri l’anno. Dati che portano con sé l’interrogativo se il fenomeno sia dovuto a un basso interesse degli individui per la lettura, a una mancanza di tempo o a una sbagliata modalità di sollecitazione da parte degli adulti. Probabilmente, riferiscono gli intervistati, tutti i fattori citati sono rilevanti.

In particolare, il dito viene puntato contro il sovraccarico di libri da leggere soprattutto durante le vacanze estive. Sei ragazzi su dieci, invece, ritengono i libri assegnati poco interessanti, e quindi difficili da finire: le letture assegnate vengono apprezzate soltanto in una minoranza di casi.

Sono infatti soltanto quattro i titoli citati come preferiti, e riconducibili a spunti provenienti dalla scuola. La maggior parte al contrario sono romanzi scelti e letti a seguito di un suggerimento della famiglia: ad esempio libri piuttosto noti ma di autori contemporanei (L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera, Un posto nel mondo di Fabio Volo). Un'altra spinta alla lettura arriva dalla versione cinematografica dei libri realizzata successivamente (Shadowhunters di Cassandra Clare, Io, robot di Isaac Asimov). Dato che segnala l’influenza della televisione sull’orientamento letterario degli adolescenti.

Negli adulti i dati riscontrati sono differenti: solo il tre per cento ha letto meno di tre libri quest’anno; i restanti si aggirano intorno alla decina. Quasi mai i titoli citati hanno un collegamento con uno stimolo di tipo cinematografico (La metamorfosi di Kafka, Prendiluna di Stefano Benni, La vita davanti a sé di Romain Gary, Autobiografia di uno Yogi di Parhamansa Yogananda).

Questi dati vanno di pari passo con una minore influenza della televisione ma soprattutto dei social network sugli adulti. “Internet è una grande fonte di informazione – ci spiega un intervistato presumibilmente tra i cinquanta e i sessant’anni – ma lo utilizzo solo quando ne ho davvero bisogno, non per passare il tempo, anche perché è complicato e mi annoia”. È stato rilevato infatti che il mondo virtuale sottrae molto più tempo alla lettura negli individui compresi tra i tredici e trentacinque anni rispetto a quelli oltre i quaranta.