Aids: “il rischio di una nuova pandemia”

I fondi per la lotta contro l’Aids iniziano a mancare. Ora è reale il rischio di una nuova pandemia. È questo l’allarme lanciato dagli esperti riuniti ad Amsterdam in una conferenza internazionale sulla malattia. Secondo le stime, sarebbero necessari almeno 7 miliardi di euro per contrastare il virus. Ma questi soldi non ci sono. La nuova esplosione demografica nei Paesi africani colpiti dall’Hiv comporta il rischio di una nuova grave crisi difficile da controllare. In tutto il mondo sono oggi 36,9 milioni le persone sieropositive che riescono a sopravvivere grazie alle terapie antivirali. Appena due anni fa, il numero dei morti per Aids è sceso per la prima volta sotto il milione di persone. Si attesta sui 990mila morti. Lo scorso anno i decessi sono ulteriormente diminuiti a 940mila vittime. L’Unaids, l’agenzia delle Nazioni Unite che lotta contro il male, conferma la mancanza di finanziamenti che consentano di ridurre la minaccia di una nuova pandemia entro il 2030.

Colossi come Big Pharma sono disinteressati alla questione Aids. Vengono tagliati i fondi alla ricerca per nuovi farmaci perché destinati ai Paesi più poveri, che non possono garantire l’acquisto per i malati. È possibile, secondo gli esperti, che persino gli Stati Uniti intendano diminuire drasticamente le sovvenzioni. Ndulu Kilonzo, del Consiglio keniano sul controllo dell’Aids, è convinto che senza ingenti risorse economiche non si potranno raggiungere gli obiettivi fissati dalla comunità internazionale per il 2030. “Siamo lontanissimi – ha detto – dal raggiungimento del traguardo, non solo per quanto riguarda l’eliminazione del virus, ma anche per ciò che riguarda la sua prevenzione”.