Oltre il riciclo: l’upcicling di Reborn Ideas

Tutti noi siamo ormai abituati al concetto di riciclo, ovvero al recupero ed al riutilizzo di materiali che possano essere nuovamente impiegati anziché smaltiti come rifiuti, ritrovando così una seconda vita. Ma si sta facendo sempre più strada una concezione del recupero ancora più utile e virtuosa: si tratta dell’upcycling e cioè dell’utilizzo di materiali di scarto destinati ad essere gettati che, rispetto al semplice riciclo, vengono impiegati per creare nuovi oggetti dal valore maggiore del materiale originale, un processo di conversione di prodotti dismessi in oggetti inediti che acquistano così nuovo ed accresciuto valore.

E proprio seguendo questo principio e con il motto “Niente è perso. Tutto rinasce” è nata una start-up tutta italiana, Reborn Ideas, il primo aggregatore di prodotti di lusso frutto proprio dell’upcycling. I settori principali dei prodotti commercializzati sono abbigliamento, accessoristica e complementi di arredo, tutti rigorosamente all’insegna dell’artigianalità made in Italy: costumi da bagno realizzati con reti da pesca ed altri rifiuti di nylon rigenerati, borse nate dal recupero di affissioni pubblicitarie in Pvc e accessori per neonati derivati da avanzi di rocchetti di cashmere destinati all’alata moda sono solo alcuni esempi di ciò che è possibile acquistare su questa piattaforma di recycling.

Un’idea che coniuga la creatività italiana con la commercializzazione di progetti ed oggetti inediti che rispondano alle nuove e sempre crescenti esigenze del mercato della sostenibilità: infatti, secondo una ricerca condotta da Pwc presentata durante l'edizione 2018 del Milano Fashion Global Summit, la generazione Z dei post-Millennials (quella nata a cavallo tra il 1995 e il 2010), dà una grande importanza a questo aspetto, tanto che ben l’81 per cento sarebbe disposto a pagare un sovrapprezzo per un prodotto sostenibile, mostrandosi decisamente più propensa all'acquisto di brand trasparenti che comunichino efficacemente la provenienza e la modalità di produzione di un capo d’abbigliamento, informandosi soprattutto attraverso il web (Instagram, Pinterest, Snapchat, Youtube).

Ed è stato Maurizio Mazzanti, il fondatore di Reborn Ideas, a credere fermamente non solo nella possibilità ma anche nel dovere di “contribuire a diffondere e sviluppare una coscienza attenta ai temi della sostenibilità umana e ambientale. Il cambiamento è già iniziato e non è un caso che sia nata una nuova figura professionale, quella del sustainability manager, che si occupa specificatamente delle implicazioni ambientali delle aziende.

Attualmente, i marchi presenti sulla piattaforma sono circa una decina, ma l'obiettivo è continuare a stringere partnership con altri maker per rendere l’offerta sempre più ricca e varia. Nel corso del 2019 Reborn Ideas progetta di sbarcare sui mercati esteri e trovare spazi per farsi conoscere in negozi fisici, probabilmente a partire da Milano.