Scuola: classi in Dad anche con un solo contagiato

Classi in Dad (Didattica a distanza) anche con un solo contagiato. È quanto indicato in una circolare ministeriale. 

Antonello Giannelli, presidente dell’associazione dei Presidi, ha commentato: “Siamo stati facili cassandre, avevamo lanciato l’allarme già pochi giorni dopo la pubblicazione della nota congiunta Salute-Istruzione (numero 1218) del 6 novembre scorso. Le scuole, nonostante le mille difficoltà e con uno smisurato carico di lavoro sulle spalle dei dirigenti e del personale, hanno retto. Lo stesso non possiamo dire dei dipartimenti di prevenzione che non sono riusciti sin da subito a garantire la tempistica dei testing e in molti casi non hanno applicato quelle procedure di tracciamento”.

Giannelli, inoltre, ha notato: “Con l’aumento della pressione dovuta alla risalita dei casi le regole del protocollo sono saltate costringendo al ricorso alla Dad anche con un solo caso di positività in classe. La pandemia è ben lontana dalla sua conclusione e dobbiamo tutti collaborare per contrastarla, iniziando da una più completa vaccinazione di massa”.

Una scelta “prudente”

Andrea Costa, sottosegretario alla Salute, intervenuto su Radio 1 a Radio Anch’Io, ha puntualizzato: “Stiamo affrontando una situazione di fronte a un quadro che cambia costantemente. Noi avevamo modificato il protocollo che prevedeva, tre positivi per la Dad. Visto e considerato che c’è un forte aumento di contagiati tra gli under 12 (che non sono ancora vaccinati perché non c’è ancora il vaccino), abbiamo ritenuto prudente, con una scelta condivisa con le Regioni, di ritornare alla previsione iniziale, con la Dad in caso di un positivo in classe. È una misura che tiene conto del quadro attuale”.

La circolare

Secondo quanto indicato dalla circolare, l’incidenza settimanale ancora in crescita del numero di nuovi casi di infezione da Sars-Cov-2, in età scolare, pari a 125 per 100mila abitanti nel periodo 19-25 novembre, è un “valore ben lontano da quello ottimale di 50 per 100.000, utile per un corretto tracciamento dei casi”. Da qui l’indicazione che si ritiene “opportuno sospendere – provvisoriamente – il programma di sorveglianza con testing”.