AstroSamanta di nuovo in orbita

L’equipaggio della missione Crew-4, con l’astronauta Samantha Cristoforetti dell’Agenzia spaziale europea (Esa), è ufficialmente a bordo della Stazione spaziale internazionale (Iss). La capsula Crew Dragon Freedom, partita dal Kennedy Space Center, si è agganciata al modulo Harmony alla Stazione spaziale dopo il lancio avvenuto alle 9.52 del 27 aprile dal Kennedy Space Center, a Cape Canaveral. Durata del viaggio: 15 ore e 45 minuti. La Crew Dragon Freedom ha effettuato un attracco perfetto sulla Stazione spaziale internazionale questa notte, giovedì 28 aprile, all’01.37 Cest (Central European Summer Time ovvero orario estivo dell’Europa centrale: uno dei nomi del fuso orario dell’Europa centrale, nel periodo e per quei Paesi che introducono l’ora legale estiva).

Cristoforetti, ormai nota come AstroSamanta, inizia così la sua seconda missione, Minerva. Con lei a bordo sono i presenti i colleghi della Nasa Kjell Lindgren, Bob Hines e Jessica Watkins. Ad accoglierli i sette membri dell’equipaggio della Stazione spaziale: Raya Chari, Thomas Mashburn e Kayla Barrow, tutti della Nasa; Oleg Artemyev, Denis Matveev e Sergei Korsakov, dell’agenzia spaziale russa Roscosmos, e il tedesco Mathias Maurer, dell’Esa. Durante la missione, che dovrebbe durare circa sei mesi, Cristoforetti assumerà il ruolo di leader del Segmento orbitale americano dell’Iss, che comprende i moduli e componenti statunitensi, europei canadesi e giapponesi della Stazione spaziale. Non è da escludere, inoltre, che l’astronauta italiana dell’Esa possa affrontare una delle passeggiate spaziali previste per completare l’installazione del braccio robotico europeo della Stazione spaziale. Ma i dettagli di questa serie di attività extraveicolari devono ancora essere definiti.

Il direttore generale dell’Esa, Josef Aschbacher, ha commentato: “È un grande piacere per me vedere non solo la riuscita del lancio e dell’attracco della Crew-4 con Samantha Cristoforetti, ma anche l’incontro in orbita di due astronauti europei estremamente competenti”.

Piccola nota di chiusura: La Dragon di Space X è stata battezzata “Freedom” anche in segno di sostegno all’Ucraina, in questa fase geopolitica quantomeno complessa.