Google soffre in Borsa, pesa la maximulta Ue

La trimestrale sopra le attese non basta a Google. I titoli di Mountain View soffrono in Borsa, arrivando a perdere quasi il 3 per cento con la “zavorra” della multa europea, che riduce l’utile del 27,7 per cento e alimenta i dubbi degli analisti sull’impatto delle nuove possibili battaglie legali sui conti del colosso.

Alphabet, la holding a cui fa capo Google, chiude il secondo trimestre con un utile netto in calo del 27,7 per cento a 3,52 miliardi di dollari, o 5,01 dollari per azione, rispetto ai 4,88 miliardi di dollari, o 7 dollari per azione, dello stesso periodo dell’anno scorso. Il calo, il maggiore dal 2008, è legato l’iscrizione a bilancio di una svalutazione da 2,7 miliardi di dollari per far fronte alla maximulta comminata dall’Unione europea. Al netto della multa europea l’utile per azione è di 8,90 dollari. Google sta “valutando le opzioni” a disposizione dopo la multa, afferma il chief financial officer di Google, Ruth Porat, rivolgendosi agli analisti. Ma i timori non si calmano: secondo Brian Wieser di Pivotal Research, la sanzione europea potrebbe costringere Google a rivedere alcune aree del proprio business.

Allo stesso tempo - avverte Wieser - non è ancora chiaro l’impatto che avranno le norme sulla privacy del Vecchio Continente che entreranno in vigore il prossimo anno. Se la sanzione pesa, non si fanno invece sentire le “ritorsioni” degli inserzionisti contro YouTube per lo scandalo delle pubblicità associate a messaggi razzisti e di odio scoppiato in marzo. La fuga degli inserzionisti che si era innescata non ha avuto effetto sull’imponente macchina della raccolta pubblicitaria di Google: i click sulle inserzioni di Google sono saliti del 52 per cento, anche se i prezzi sono scesi del 23 per cento. I ricavi di Google nel secondo trimestre sono complessivamente saliti del 21 per cento a 26,01 miliardi di dollari, sopra le attese degli analisti.