Twitter, Musk vuole un accordo a un prezzo più basso

Elon Musk riapre il dibattito sull’acquisizione di Twitter. Inizialmente ha offerto 44 miliardi di dollari. Ora pretende un prezzo più basso. Come riporta l’agenzia Bloomberg, Musk, nel corso di una videoconferenza, avrebbe detto che “gli account falsi sulla piattaforma potrebbero essere addirittura il 20 per cento”. È del tutto evidente che il patron di Tesla cerchi uno “sconto” importante. “Una stima degli account spam dall’esterno – ha replicato il ceo di Twitter Parag Agrawal – è impossibile, perché per effettuarla servono informazioni pubbliche e private (che non possiamo condividere)”. A Musk la risposta non è affatto piaciuta.

Secondo il miliardario, “i dati sugli account spam sono fondamentali per la salute finanziaria di Twitter, altrimenti come fanno gli inserzionisti a sapere quello che ottengono con i loro soldi?”. Lo scontro a distanza è solo all’inizio. Gli analisti pessimisti sull’ipotesi di accordo sono sempre più numerosi. Una parte minoritaria di osservatori, invece, ritiene che i dati sugli account spam siano pubblici e quindi Musk potrebbe trovare una scappatoia nel caso in cui decidesse di fare un passo indietro. Eppure, se l’intesa dovesse saltare, Musk sarebbe costretto a pagare una penale da un miliardo di dollari. Emerge un dato che fa propendere per una “guerra giudiziaria”. Musk ha rinunciato a un’approfondita due diligence, un approfondimento sullo stato di salute di Twitter.