Ritorna la rubrica con la quale “L’Opinione delle Libertà” dà voce e spazio ai nuovi volti della letteratura italiana. Questa settimana vi consigliamo “Le otto montagne” di Paolo Cognetti (Einaudi). L’autore è stato alpinista e matematico, attualmente lavora nel cinema indipendente milanese come autore di documentari, sceneggiatore e montatore di cortometraggi. Ama la letteratura americana e scrive racconti.

La Storia

Un percorso insidioso tratteggiato intorno a linee montuose. Un racconto denso di commozione e pieno di amore per la nostra terra. “Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po' scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l'orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia”.

Ci sarà un ritorno alle origini che andrà a delineare un futuro ricco di avventure e di colpi di scena, alimentando una storia colma di umanità e di sentimento. Iniziano così estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri più aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre. Un’opera potente, in grado di scaraventare il lettore in mezzo alle cime di uno scenario quanto mai ruvido e determinante. Paolo Cognetti si mostra ancora una volta abile narratore di scorci vitali dall’altissimo tasso emotivo.

La “Voce” dello Scrittore

“La montagna non è solo neve e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all'altro, silenzio, tempo e misura”.

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