Giallini polemico: “Rocco Schiavone su Rai 1 è un errore”

Marco Giallini non usa mezzi termini. “Rocco Schiavone passa su Rai1? È una scelta sbagliata”. L’attore romano al Taormina Film Festival ha presentato La mia ombra è tua, film di Eugenio Cappuccio tratto dall’omonimo romanzo di Edoardo Nesi (La nave di Teseo), in sala con 01 Distribution. “Quella di Rocco Schiavone – sostiene Giallini – è la serie più seguita di sempre dai giovani diplomati e laureati, ma ho fiducia che alla fine, come è già accaduto, i ragazzi mi continueranno a seguire in piattaforma”. Dopo il successo su Rai 2, la scelta della collocazione nella rete ammiraglia dell’epopea del poliziotto burbero e insofferente alle regole, viene giudicata errata. “È sempre stata una serie trasgressiva e non so quanto possa piacere al pubblico di quella rete. E poi Rai1 non la vedo mai, le cose che fanno non mi fanno impazzire”.

Quanto al film di Cappuccio, Giallini interpreta il personaggio di Vittorio Vezzosi, fascinoso scrittore da un solo romanzo. Emiliano (Giuseppe Maggio) è un giovane studioso con un obiettivo: capire se davvero Vezzosi stia scrivendo finalmente il nuovo romanzo, mentre quest’ultimo è alle prese con la stagione dei bilanci. Lo scrittore maledetto, che vive di trasgressioni, ha voglia di rivedere quello che considera il suo unico amore, Milena (Isabella Ferrari), una donna che non sente da oltre trenta anni. Parte da qui un viaggio attraverso l’Italia fino a Milano di questa improbabile coppia composta da un venticinquenne-vecchio, appena laureato con il massimo dei voti in Lettere Antiche, e uno scrittore sessantenne-giovane, un eremita che vive ancora della fama del suo unico libro: I lupi dentro.

“Il romanzo di Nesi, da cui il film è tratto – dice Cappuccio – mi ha molto aiutato nel passaggio all’opera cinematografica. Con gli attori ho tentato di costruire il ritratto di due fragilissimi maschi d’oggi, separati da oltre trent’anni di sostanziale incomunicabilità colpevole, due tipi interrotti che, chilometro dopo chilometro, divengono maestri speculari del reciproco salto nel vuoto di una nuova età personale. Alla ricerca, sostanzialmente, di amore ed equilibrio”.