Un Premio alla cultura divergente di Pansa

Uno dei più logorati luoghi comuni che si usano quando muore un personaggio pubblico è la definizione della sua scomparsa come una “grave perdita”. Ma per quella di Giampaolo Pansa, luogo comune che sia, la definizione ci va tutta. Perché la sua è una grande perdita sul piano umano, visto che era una persona garbata, attenta, per nulla altezzosa e scortese come spesso sono quelle di successo. È una grande perdita professionale poiché il giornalismo perde un maestro capace di dare dignità letteraria e quasi leggendaria alle cronache politiche senza alterare in alcun modo i dati reali riportati ed evidenziati senza forzature pregiudiziali. E infine, ma soprattutto, è una grave perdita sul piano culturale. In un Paese a vocazione conformista e dominato da una sinistra intellettuale che impone l’omologazione e non ammette alcuna forma di dissenso isolandolo e criminalizzandolo, è stato un modello di voce divergente. Che non ha avuto paura di uscire da un coro in cui era stabilmente inserito non per piaggeria ma per convinzione ed ha avuto il coraggio di testimoniare il valore della divergenza fondata sulla forza della verità e non della convenzione.

Il giorno in cui “L’Opinione delle Libertà” istituirà il premio destinato alla cultura divergente a lui spetterà il primo premio. Non alla memoria, ma all’esempio. Solo con la divergenza basata sula verità si contrasta il conformismo e l’omologazione!