Germania, la leader del gruppo neonazista all’ergastolo

Beate Zschäpe è stata condannata all’ergastolo. La leader 43enne del partito di estrema destra tedesco Nsu, Nationalsozialistischer Untergrund, fra il 2000 e lo scorso anno è stata giudicata colpevole di dieci omicidi, compiuti in Germania. Si è resa responsabile della morte di otto cittadini turchi, un greco e un’agente di polizia tedesca. La decisione del “fine pena mai” è stata presa alla conclusione del processo a suo carico e di altri quattro membri della banda. L’Alta corte di Monaco ha privato la donna della possibilità di chiedere la libertà condizionale per quindici anni, a causa della “particolare gravità” delle sue colpe.

Il processo ha avuto inizio nel maggio del 2013. Il giudice, alla fine, ha scelto la massima pena. La Zschaepe è stata condannata all’ergastolo perché riconosciuta colpevole di dieci capi di imputazione per omicidio. Ralf Wohlleben è stato condannato a dieci anni per aver fornito le armi usate per gli omicidi. Un terzo imputato, Holger G., è stato condannato a tre anni per il sostegno fornito alla banda. Il quarto Andre E., a due anni e sei mesi, per la stessa accusa. Il quinto, Carsten S., minorenne al momento dell’arresto, è stato condannato a tre anni in un carcere minorile per favoreggiamento, in nove dei dieci omicidi.