Destra e Sinistra nella democrazia costituzionale

Un recente articolo di Nadia Urbinati apparso su “la Repubblica” di sabato 11 novembre scorso, affronta la tematica politica Sinistra-Destra, istituendo per la prima un connubio con la democrazia e l’internazionalismo, l’uguaglianza e la giustizia sociale e associando la seconda al sovranismo identitario e nazionalistico, con “idee e aspirazioni “che restano anti-democratiche, anti-universalistiche e faziose”.

L’ultimo numero del bimestrale “Italiani/Europei” contiene un’interessante indagine su “Gli orizzonti della sinistra”, che richiama percorsi storici riconducibili a Marx. Categorie politiche del Novecento (e prima ancora della seconda metà del Vecchio Grande Secolo), che sembravano superate, tornano prepotentemente alla ribalta di fronte all’emersione in Italia e in Europa di movimenti cosiddetti “populisti” i quali, nel marasma indistinto di quanto affermano, rifuggono da ogni qualificazione storico-ideale. Se la ricostruzione dei fondamenti sociali e culturali della sinistra, come sopra indicati, è in linea con la sua tradizione, non può tuttavia ritenersi che la Destra sia ancorata ad elementi opposti.

Siffatta opinione non solo non regge nella ricostruzione ideale ma prima ancora contrasta con la storia europea ed occidentale, nella quale Destra e Sinistra sono nate (nel Parlamento britannico) e prosperate. Lo stesso processo di unificazione italiana fu iniziato dalla “Destra storica” e poi proseguito dalla “Sinistra storica” e liberali di Destra e liberali di Sinistra si alternarono al governo del Paese fin all’avvento del fascismo, che pose fine (non a caso!) agli uni e agli altri, non senza qualche loro responsabilità.

Vero è che Destra e Sinistra non sono filoni ideali e politici antitetici, ma due categorie del pensiero moderno, che hanno contribuito in pari modo alla costruzione della democrazia costituzionale, fondata sul riconoscimento di diritti inviolabili dell’uomo, sul principio democratico e sulla separazione dei poteri nonché, nella forma di Stato contemporanea, su un sistema di giustizia costituzionale, che assicuri effettività a tali principi e, in primis, ai diritti fondamentali. Destra e Sinistra corrispondono a due visioni della vita, ma nell’ambito di un patrimonio culturale e costituzionale comune, declinabile nel binomio libertà-giustizia. È la diversa linea di demarcazione dei due termini di questo binomio, per sua natura mobile, ciò che distingue non solo la Destra e la Sinistra ma le varie destre e le varie sinistre tra di loro.

Sono le loro degenerazioni (e quindi il tradimento dei loro ideali costitutivi) a provocare (come hanno provocato) i totalitarismi definiti appunto di Destra o di Sinistra e che in realtà non sono né di destra né di sinistra ma solo totalitarismi, che negano quel binomio. Del patrimonio comune ad entrambi filoni di pensiero, la nostra Costituzione è emblematica. E lo è su di un tema essenziale, non a caso individuato quale terreno di confronto: quello della scuola. Nello sviluppo del principio pluralista che anima la Carta, accanto alla scuola pubblica istituita per tutti gli ordini e gradi, vi è il diritto delle scuole private ad esprimersi con piena libertà e, nel rispetto degli obblighi di legge, il diritto dei loro alunni a ricevere un trattamento equipollente a quello degli alunni delle scuole statali (articolo 33 della Costituzione).

Il successivo articolo 34 garantisce a tutti il diritto (dovere) all’istruzione inferiore e solo ai capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, il diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

Diceva Piero Calamandrei che questa è la disposizione più importante della Costituzione e Calamandrei non era certo di destra!

(*) Docente di Diritto costituzionale nell’Università di Genova e di Diritto regionale nelle Università di Genova e “Carlo Bo” di Urbino