Urgenza e fretta sotto Natale

A proposito di urgenza e fretta, mi ha colpito la presentazione della quarta gamba del centrodestra. Nata in corsa e di corsa. L’urgenza del centrodestra è quella di parlare a tutti, anche agli elettori del Movimento 5 Stelle, per convincerli che un altro mondo è possibile e che non siamo condannati ad un futuro illiberale, ideologico e pauperista.

A un primo sguardo, invece, la quarta gamba del centrodestra sembra aver rinunciato a tale sfida. Infatti, sembra che la fretta di mostrarsi subito agli elettori, senza perdere ulteriore tempo, abbia soppiantato l’urgenza di un progetto politico “altro”, cioè di un’ampia federazione corsara capace di unire anime diverse, soggetti associativi diversi, singole individualità in grado di rappresentare un valore aggiunto per la coalizione. “Noi per l’Italia”, così come è oggi, non è e, purtroppo, neppure appare come uno spazio in cui possano trovare ospitalità anche volti nuovi, personalità provenienti dalla società civile, giovani colti e competenti, cattolici e laici. Insieme.

C’è chi confonde, evidentemente, l’urgenza con la fretta. Ho avuto questo pensiero in un pomeriggio di dicembre, nei giorni scorsi, quando - come tutti gli anni - in coda sul Grande Raccordo Anulare o camminando per le strade del nostro quartiere, forse passeggiando tra i vicoli del centro storico o mentre ero immerso, con i soliti pensieri, in cerca di un regalo, ho ritrovato l’aria natalizia, le luci della festa, l’addobbo di una vetrina, un bivio tra l’urgenza e la fretta. Perché quelle dell’urgenza e della fretta sono due strade diverse. Oserei scrivere: due strade opposte, che si biforcano. Una va da una parte e una va dall’altra. Anche se, spesso, sono due parole che si usano come fossero sinonimi, ma non lo sono: una cosa è la fretta, altra è l’urgenza. La fretta è quando siamo presi dall’ansia dei regali, l’urgenza è quando sentiamo l’importanza di un dono semplice. La fretta è quando andiamo di corsa alla stazione perché siamo in ritardo. L’urgenza è quando arriviamo alla stazione con un’ora di anticipo per aspettare la persona che amiamo.

Credo che la quarta gamba del centrodestra possa pretendere di essere un progetto più ambizioso, non soltanto dal punto di vista elettorale, ma anche politico e civico. Servirebbe, insomma, che la coalizione si dotasse davvero di un movimento coraggioso, liberale e libertario capace di unire in una federazione, come ha ribadito lo stesso Gaetano Quagliariello, soggetti civici e politici diversi. Uniti da un comune sentire e un obiettivo condiviso. Ma la fretta può essere cattiva consigliera.

Del resto, la fretta si manifesta quando facciamo una cosa in modo sbrigativo, superficiale, tanto per partire, per battere il tempo, cioè senza badare alla qualità del risultato, ma soltanto al banale raggiungimento dell’obiettivo richiesto. L’urgenza è la scintilla che produce la nostra energia interiore, la fretta è il consumo e la dispersione delle nostre energie. L’urgenza è la motivazione che ci smuove. La fretta è l’assenza di motivazioni nel rispettare un tempo prestabilito, ma che sta per scadere. L’urgenza è la ragione interiore che ci spinge a fare o non fare una determinata scelta. La fretta è quando facciamo una cosa controvoglia perché, in qualche modo, siamo obbligati a farla o perché non possiamo farne a meno, perché non possiamo sottrarci e, allora, la facciamo velocemente per accontentare qualcuno o per mero formalismo di facciata. La fretta è incalzata dalla velocità, l’urgenza è caratterizzata dalla profondità. Non a caso, esiste quel famoso detto, assai eloquente, che recita così: la gatta frettolosa fece i mici ciechi. Insomma, per questo Natale non abbiate fretta e prendete l’altra strada, quella indicata dall’urgenza.