Il nuovo anno inizierà il prossimo 4 marzo

Il vero 2018 quest’anno inizierà a marzo, dal quattro marzo in poi gli italiani e l’Italia auspicabilmente e definitivamente liberati dal centrosinistra, potranno guardare avanti a un 2018 positivo. Sarà quella delle elezioni politiche, infatti, la reale linea di partenza di un percorso che dovrà mettersi alle spalle almeno gli ultimi sette anni. Da Mario Monti in poi, si sa, il Paese è entrato in una sorta di girone infernale, che la ripresina recente non ha certo mutato nei suoi aspetti deteriori. Più volte, infatti, abbiamo scritto che la crescita da sola non basta e non vuol dire molto se i mali del sistema rimangono intatti. Oltretutto da noi l’aumento del Prodotto interno lorto non solo è inferiore alla media europea, ma è fortemente disarticolato fra Nord e Sud.

Insomma, la realtà (e lo sanno tutti) è che la Banca centrale europea a forza di inondare i mercati di liquidità a costo zero è riuscita a generare un po’ di crescita anche in Italia. Perché, e potete starne certi, se domani Eurotower sospendesse il Quantitative easing e ritoccasse all’insù i tassi d’interesse, l’Italia tornerebbe subito indietro come nel gioco dell’oca. Anzi, a dirla tutta starebbe peggio, perché il centrosinistra nella più scriteriata logica assistenzialista ed elettorale in cinque anni ha dilapidato risorse a mani basse. Basterebbe pensare ai premi, agli aumenti e alle assunzioni nell’apparato pubblico, deliberati nella recente Legge di stabilità.

Quindi, anziché intervenire nella macchina statale per liberarla da zavorre inutili, per riordinarla con criteri di funzionalità, per metterla in riga e al servizio vero dei cittadini, la si è ulteriormente ingigantita... Ecco perché diciamo che il 2018 inizierà solo a partire dal 4 marzo e dopo l’auspicabile sconfitta del centrosinistra.

Inutile fare l’elenco degli orrori politici commessi dal 2011 a oggi, la realtà è che fisco, giustizia, sanità, previdenza, lavoro, burocrazia, erano e restano un’ossessione persecutoria da rivolta sociale e civile. Mancano dunque circa due mesi all’inizio del nuovo anno, alla possibilità di restituire nelle intenzioni e speriamo nei fatti il Paese a una svolta che ponga le condizioni di un futuro migliore. Il centrosinistra ha fallito ancora. Agli italiani, con il voto, il compito di cambiare pagina e dare un senso nuovo al 2018.