Espulsioni e rimpatri: un nodo indifferibile

Sulle espulsioni ha perfettamente ragione Silvio Berlusconi, devono essere al centro dei provvedimenti nella prossima legislatura. Al di là dei numeri precisi sulla quantità di irregolari presenti, la certezza è che sono una marea e sono la stragrande parte di quelli imbarcati. Solo l’ipocrisia politica e la disonestà intellettuale del centrosinistra glissa sulla fermezza che sarebbe necessaria nei rimpatri dei non aventi diritto.

Che piaccia o meno, prima della politica dell’accoglienza senza limiti di Matteo Renzi la situazione in Italia, dal Nord al Sud, era migliore e molto diversa. Qui non soltanto non c’entra nulla il razzismo, ma si tratta davvero di una miopia sociale pericolosa e rischiosa che solo l’opportunismo cattocomunista è riuscita a produrre. Insomma, cosa poteva accadere di diverso se non una amplificazione dei disagi, delle insicurezze, delle pratiche illegali e purtroppo del malaffare, sparpagliando per il Paese centinaia di migliaia di persone senza arte né parte? Senza un piano immediato di larghi rimpatri ed espulsioni vere non se ne esce. Oltretutto la grande colpa del centrosinistra è stata non solamente quella delle braccia aperte senza limiti, ma di aver incoraggiato le partenze, facendo credere a questi disperati che da noi avrebbero trovato il bengodi. Solo uno sprovveduto potrebbe affermare il contrario, quando per anni si diffonde l’annuncio che in Italia si è pronti ad accogliere tutti e si è disposti a provvedere per una cittadinanza facile. Ecco perché abbiamo assistito nell’ultima legislatura a un vero e proprio esodo incontrollato dall’Africa verso l’Italia.

Insomma, non si è minimamente pensato a ciò che sarebbe accaduto da noi dopo gli sbarchi e dopo l’accoglienza iniziale. Ecco perché in cinque anni la situazione si è fatta progressivamente incandescente e socialmente destabilizzante. Come se non bastasse, tutto ciò si è consentito in una stagione di crisi profonda per il lavoro, per le attività, per le esasperazioni fiscali e per i disservizi pubblici a ogni livello. Gli italiani, è noto, non sono razzisti e solo qualche frangia scellerata e malata di testa parla di razza, cercando di far passare il nostro popolo per xenofobo. Si tratta di un’altra ipocrisia del centrosinistra. Ecco perché serve un governo nuovo, politicamente diverso e in grado di affrontare il drammatico fenomeno dell’immigrazione con un approccio realista, solidale ma sostenibile. Servono le espulsioni e i rimpatri come servono programmi immediati di formazione e integrazione per chi ha diritto sul serio a restare. Servono centri attrezzati adatti all’inserimento sociale e culturale dei profughi e non luoghi di accoglienza dove regna il caos, il caporalato, l’illegalità. Solamente così si potrà recuperare il bandolo della matassa e rimettere sotto controllo la gestione dell’accoglienza che il centrosinistra ha trasformato in un guaio nazionale.