Il 26 agosto 2010 Sarah Scazzi viene uccisa ad Avetrana, in provincia di Taranto, aveva solo quindici anni. Ad essere condannate all’ergastolo per l’omicidio, la cugina Sabrina Misseri e la zia Cosima Serrano. Lo zio, Michele Misseri, che inizialmente si era accusato dell’omicidio, è stato condannato per “occultamento di cadavere”. Il Generale di Brigata, Luciano Garofano, è stato perito di parte della famiglia Scazzi e oggi, a distanza di tredici anni dall’omicidio, nutre ancora dubbi sulle responsabilità. Lo abbiamo intervistato.

Generale, grazie di aver accettato il nostro invito a rilasciare questa intervista. Ritorniamo a parlare dell’uccisione della quindicenne Sarah Scazzi. Lei è stato il consulente tecnico della mamma di Sarah. Come sarebbe stata uccisa?

Guardi, la Corte di Cassazione ha confermato i due ergastoli a Cosima ed alla figlia Sabrina, ma personalmente nutro ancora dubbi sulla loro colpevolezza.

Questo suo dubbio è avallato dagli esami che ha potuto effettuare ed in particolare sulle modalità dell’omicidio.

Non concordo con la tesi accusatoria per la quale Sarah sarebbe stata uccisa con una cinta stretta attorno al collo. La morte è sopraggiunta per asfissia meccanica e potrebbe essere stata causata anche da uno strangolamento eseguito con le mani. Non mi risultano evidenze scientifiche certe che, sul piano medico legale, confermino la tesi dell’uso della cinta.

Sul luogo del delitto che elementi era riuscito ad ottenere?

Sono arrivato alla conclusione che Sara Scazzi sia stata uccisa nel garage dell’abitazione dei Misseri.

L’elemento relativo alla cella di copertura dell’operatore telefonico che ha confermato la presenza dello stesso in quella abitazione non è stato un elemento decisivo?

È mio personale parere che talvolta si esageri nell’interpretare i dati desumibili dalle celle telefoniche che servono le aree di interesse investigativo: in altre parole, non è tecnicamente possibile stabilire con certezza se il cellulare di Sarah fosse nel garage, nel giardino o in un altro luogo della casa.

Chi, secondo gli elementi che ha riscontrato, l’autore o gli autori del delitto?

Rispetto la sentenza, ma non concordo sui due ergastoli comminati a Cosima e Sabrina. Ritengo quindi non loro le responsabili. Voglio ricordare, invece, la prima versione confessoria di Michele Misseri che aveva ammesso di essere stato lui ad uccidere la nipote, in una “reazione d’impeto” per il rifiuto della nipote ad alcune avance a sfondo sessuale. Penso quindi che in questo scenario la figlia Sabrina e la moglie Cosima siano state coinvolte marginalmente e forse solo successivamente abbiano avuto cognizione della morte stessa di Sarah.

Ritiene infine ci siano elementi che potrebbero essere utili per una eventuale richiesta di revisione del processo?

Non credo a questa possibilità. A mio avviso la vicenda è connotata da indizi troppo labili per permettere di proporre una revisione.