Che uomo fortunato, lo Scuro

Che uomo fortunato! Matteo lo Scuro (come lo chiama Maurizio Guaitoli con azzeccato nick). Sotto di 2 a 0 alla fine del primo tempo si trova nella condizione di ribaltare il risultato quando la partita sembrava chiusa. Al centro del tavolo la riduzione del numero dei parlamentari, che i 5S ha chiesto si faccia subito, senza se e senza ma, e il PD non vuole ma accetterebbe se adottata insieme ad una nuova legge elettorale di comune comodo. A chi si rivolgeva Di Maio declinando il suo decalogo programmatico del futuro, ipotizzato, governo? A chi ci sta.

Di Maio ha sparigliato il tavolo, rivendicando il ruolo di leader politico anche di un futuro Governo. Chi fra Zingaretti e Salvini raccoglierà l’offerta? Il PD rinuncerà al diktat delle 3 condizioni? E Salvini allungherà, ancora un po’, la sua mano già tesa? Di Maio ha fatto all-in col suo passato e futuro politici, mettendo all’angolo Fico, Di Battista e Grillo, per costringere gli altri due giocatori a rischiare altrettanto: Per salire sul carro per continuare a governare e/o non andare alle elezioni.

Lino Settebellezze è ancora molto alterato con Matteo lo Scuro ma i 14 mesi passati insieme gli suggeriscono che se sono andati aventi è perché si sono reciprocamente stampellati, agendo più che affrontando le difficoltà che incontravano. Il due Consoli hanno difatti sempre evitato di affrontare la navigazione solitaria in mare aperto. E oggi sono ambedue soli. Inoltre il loro Presidente, Conte, può essere recuperato solo se loro recuperano tra di loro.

Le tre condizioni poste nel pomeriggio del 22 dal PD di Zingaretti sembrano spingere le elezioni, perché la discontinuità col vecchio governo (Conte mai, revoca immediata dei decreti sicurezza) costituisce, per l’ipotizzata maggioranza giallo-rossa, un diktat umiliante non solo Di Maio. Renzi usa il sarcasmo e fa dire ai suoi ventriloqui che “si vuole far saltare l’accordo con i 5S”. Di Maio risponde con l’ambiguità e si lascia aperte le 2 opzioni. E aspetta che il suo telefono squilli. Chi ci sarà dall’altro capo del filo? Chiunque fosse, se ce ne sarà alcuno, ne vedremo delle belle, se nessuno, risponderanno gli Italiani.