Libertà è non dire tutti le stesse cose

Alla luce di come stanno andando le cose in Italia con il Green pass e il vaccino anti-Covid, diventa facilissimo immaginare come andarono le cose nel nostro Paese sotto il fascismo. Con gli italiani, cioè, tutti fascisti. La parola o, meglio (peggio), il comando e l’ordine uno solo, tutti gli altri – i critici, coloro i quali la pensano diversamente – fuori. Con le buone e con le cattive. Se ci fate caso, oggi, in Italia, dicono tutti le stesse cose. I mezzi di comunicazione sono di fatto inutili, dato che sostengono pervicacemente e con determinazione sempre tutti le stesse cose. Cioè, Viva Mario Draghi. E obbligo del vaccino con disapprovazione pubblica di chi dubita e non vuole vaccinarsi. Le regole sono cancellate, le libertà e il pensiero altro, eventualmente dissenziente, pacatamente critico o che solo pone dubbi, criticità e questioni, viene soppresso, annegato, sopraffatto, escluso, cancellato. I fascisti ed il regime fascista di allora è oggi esclusiva predatoria della sinistra politica illiberale e fascista proprio così: fascista italiana. 

Sergio Mattarella acconsente alla piena della illiberalità sinistra, disapplicando, di fatto, le regole.

Diceva Milton Friedman che voler piallare l’umanità in un tutto uguale comporta, come conseguenza obbligata, la perdita sia del piallamento che delle libertà tutte. Ci siamo. Non abbiamo più in Italia niente di quello che dovrebbe essere. Cioè le nostre regole e leggi, l’applicazione della nostra Carta fondamentale, la Costituzione. Abbiamo diversamente l’odio e gli odiatori sinistri e i destri piallatori. Non può che finire male. Bisogna votare e rientrare nella Costituzione, nelle nostre regole. Le nostre leggi sono l’antidoto e l’ombrello per ripararci tutti dall’odio e dall’esclusione sociale. Aver inchiodato e bloccato lo svolgersi della democrazia in Italia è stata e rimane una responsabilità politica enorme. Irreparabile. Si torni al voto. È la nostra migliore garanzia di libertà.