Caos ed Establishment

L’establishment è il “padrone del caos”? All’apparenza, sembrerebbe un ossimoro in quanto le élites, per definizione, sono portatrici di ordine dato che si pongono ai comandi del timone politico, culturale ed economico di una società. Esiste un legame che possa tenere assieme queste due cose? Vediamolo attraverso due eventi recenti che si sono svolti a Roma, il primo nella sede del Censis del professor Giuseppe De Rita dell’11 giugno scorso, dal titolo: “Rifare l’establishment” e il secondo, del 13 giugno, alla Biblioteca del Senato in cui Giorgia Meloni ha presentato il libro del professor Renato Cristin “I Padroni del Caos”, le cui tesi saranno discusse in sede congressuale dal partito di Fratelli d’’Italia. Partiamo da quest’ultimo e dalla oscura profezia, poi sorprendentemente avveratasi, del romanzo di fantapolitica dal titolo “Il Campo dei Santi”, scritto da Jean Raspail nel 1973, in cui si parla di una Francia che, negli anni Novanta, viene invasa e sottomessa da popoli lontani giunti sui barconi. In realtà epistemologicamente, fa notare Cristin, si tratta non tanto di una sostituzione di popoli quando di una perdita drammatica di identità di un’Europa distrutta dal diritto assoluto all’Alterità (l’Altro, con i suoi bisogni e le sue diversità diviene il dominus, il Tiranno, il nuovo dio da adorare), che ha come conseguenza e premessa la distruzione dell’Io, cioè della propria identità.

Il caos della disgregazione è il prodotto di un pensiero che nasce a partire da un nucleo marginale di pensatori (tra cui Foucault e De Sade, in primo luogo), che però sono diventati esercito dopo il 1968, vincendo “la guerra delle parole e diventando così i Padroni del Caos, nemico del cosmo ordinato così come configurato dai filosofi dell’età classica”, come fa notare il relatore, senatore Marco Marsilio. Il “Complesso d’Europa” consiste nella denigrazione di sé e nell’autoflagellazione, in base a una patologia indotta da gruppi eterogenei, a partire dal Novecento e dal 1968, che ha prodotto il virus dell’anti-identitarismo, respinto oggi dai popoli e dalle loro nazioni attraverso la rivoluzione sovranista, che non è un “algoritmo del rancore” ma bensì una mera difesa dall’attacco anti-identitario. La soluzione al Caos è contrapporre l’Europa del formalismo istituzionale di Bruxelles a quella vitale che si fonda sulle comuni radici cristiane. Ma, sull’altro versante, il professor De Rita non è meno severo di Cristin, fustigando una “Politica che si suicida nella cronaca, creando così un conflitto quotidiano tra establishment e stampa”.

Tutto è gossip, mentre la politica ha bisogno di distacco e di riservatezza, facendo tesoro dell’arte delle cose dette e non dette, per poter maturare decisioni equilibrate. Invece oggi una dichiarazione via Tweet o Facebook sostituisce un decreto-legge rendendo impossibile ogni tipo di adattamento. Smentite e dichiarazioni opposte si susseguono a un ritmo frenetico e caotico. Si fa della casta burocratica un monstrum, per poi legarsi a lei mani e piedi con gli incarichi di vertice! Grazie al gossip dilagante muoiono la cultura e il merito, e gli incarichi politici di rango vengono assegnati a parenti e amici dei vincitori di turno. Le verifiche trimestrali dettano legge per l’andamento delle borse e del rating e nessuno svolge più il prezioso mestiere dell’imprenditore di un tempo. Manca una scuola (come quella di Carli e di Mediobanca) che crei una classe responsabile di alti burocrati e ripristini una repubblica delle professionalità, restituendo il giusto valore agli uffici studi aziendali. In sintesi, occorre riprendere in mano la bussola dei tempi lenti e delle soluzioni ragionate e ragionevoli a beneficio di tutti.